ottobre 09, 2011 -
dominator,donna,moto,napoli,racconto,ricordi,Senza categoria
7 comments
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I will survive... Grazie alle chiavi della moto.
Lo scostumato suonò, facendomi guardare con sospetto dai presenti.
"Ha oggetti metallici addosso?" mi chiese una delle guardie.
"Ma veramente no. Ho tolto tutto prima di entrare." , risposi.
"Mah. Riprovi a passare."
Quel coso saputello suonò di nuovo. A quel punto stavo cominciando a innervosirmi.
"Ma lei è sicura di non avere nulla di metallico addosso? Chessò, baipass, ferri nelle gambe, una placca in testa..."
"Non mi risulta. Cioè è vero che so' capa tosta, ma non ho ferri da nessuna parte."
"Ripassi."
Niente. Il metaldetector non smetteva di suonare e sinceramente non sapevo più come comportarmi. Ormai stavano marchiando a fuoco un simbolo, per etichettarmi come terrorista e preparando il rogo per farmi bruciare in mezzo al piazzale, ma una voce, dall'esterno, mi salvò pur mettendomi ancor di più in imbarazzo: "Signurì e spogliatevi, no? Così lo vediamo tutti che non avete coltelli addosso e stiamo più tranquilli..."
Calò il silenzio. L'aria per me divenne una torta che si poteva tagliare con un coltello o anche col wilkinson a due lame. L'avrei potuta appallottolare e usarla come palla da bowling, veramente. O anche per tirarla in fronte a tutti (avvocati - riconoscibili dal cravattone e dalla borsa diplomatica pezzotto comprata a piazza Dante -, guardie e astanti) quelli che avevano incrociato le braccia in attesa dello streep live. Il subconscio mi aiutò a difendere la mia virtù, ricordandomi che le chiavi della moto erano state accolte dal reggiseno. Ed è così sempre visto che, se le metto in borsa, poi mi vengono le rughe per ritrovarle. Infilai una mano dentro la maglietta e lo tirai fuori.
"Eccolo, eccolo! - esclamai - Era questo che faceva suonare 'sto coso!"
Ripassai e il metaldetector restò zitto. Nel contempo, però, sentii un monosillabico verso di delusione, riassunto in un "Uah..." unisonante che tranciò l'aria con un rompighiaccio. Recuperai la borsa da Mary Poppins e m'avviai finalmente verso la stanza del Dott. Taldeitali. Senza sapere che, però, proprio quella mattina, in tribunale, non c'era.
Che poi, questo fatto, è stato inizialmente pubblicato su un altro blog dietro espressa richiesta del proprietario che ha ammesso, all'epoca, che le sue pagine facevano scendere la uallera.
L'ha detto lui, non io!