La cardarella è poliglotta. Translate!

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29 lug 2011

Io e la sedia

Sai quando ti siedi? Ma non un quando ti siedi normale. Quando ti lasci cadere sulla sedia e senti i muscoli che si rilassano, li senti quasi cadere. Senti le gambe addormentarsi, il respiro comincia ad essere lungo, i sospiri si fanno soddisfacenti. Ecco, così. E' così che mi sento io, adesso, che sto al Pc da più o meno venti minuti. E poco fa è stata la prima volta che mi sono seduta veramente, da stamattina. Per il resto, anche se non ero in piedi, è stata tutta attesa. Quindi non era riposo.
Era cacamento di cazzo. Sono stata in attesa di sapere come sta la zampogna, in attesa di fare la medicazione quotidiana, in attesa dal medico, in attesa di sapere se era necessario un altro innesto (cosa che verrà fatta domattina senza ricovero) causa rigetto nella parte superiore della ferita che, intanto, sta imparando l'inglese da un professore di madrelingua. Si! Ha detto che appena avrà finito di rompere le palle si trasferirà a Londra e aprirà un Pub. Se non ci riuscirà lì lo farà a Mondragone. Alle ultime due visite di controllo Ellesse ha trovato la situazione migliorata, visto che l'infiammazione ha già fatto in buona parte i bagagli e si è trasferita a Scauri, in cerca di cocco da vendere sulla spiaggia. Ne resta poca, quella che si continuerà a mazzolare con l'antinfiammatorio a giorni alterni. L'antibiotico è stato fatto imbarcare per la Croazia, che anche lui merita il riposo dei giusti. Le fasce con le quali proteggere la gamba di cicciobombolone sono diventate due, che una si sentiva sola e aveva cominciato a dare segni di depressione e ad esprimere due o tre pensieri neri di suicidio. Una fascia gli massaggia la gamba quando sua maestitade cammina. L'altra lo fa anche quando è fermo. Due personal trainer, in poche parole. Che agiranno assieme alla crema idratante e gli permetteranno di avere la pelle liscia e morbida, anche per il gusto del medico che le ultime due volte guardava la zampa con aria compiaciuta, sorrideva e la accarezzava sospirando.
Ha smesso quando ha visto che lo guardavo preoccupata. 
Il resto dell'innesto sta bene, pare. Ma le medicazioni continueranno ad opera solo della sottoscritta (lunedì prossimo ci sarà l'ultima visita dopodichè il Ellesse sarà disponibile solo al cellulare o via email) che è la sola, tra medico, assistente, infermiera eccetera, a saper fare una fasciatura come si è dovere visto che quella che faccio io nun se move più, mentre quelle che fanno 'sti luminari cadono giù dopo dieci passi. A tal proposito mi dichiaro diponibile come fasciatrice, in caso di bisogno. Ovviamente dietro compenso economico. In caso di distanza, mi dovete pagare pure la trasferta e offrire vitto e alloggio.
Tutto sommato, non ci possiamo lamentare, no?
Resto io. Che aspetto una cartolina dall'antibiotico ed ho già detto alla ferita che, quando sarà andata via, dovrà darmi sue notizie. Mica sempre! Ogni tanto (tanto!) tempo. Giusto per stare a pensiero tranquillo...Ormai è diventata una di famiglia.
E intanto sto seduta. Ed è la prima volta che mi siedo veramente. In quasi ventiquattro ore.

18 lug 2011

15 lug 2011

Il munaciello della munnezza

Come tutti sapete, miei diletti, ieri c'è stata la visita di controllo alla zampa di sua maestitade cicciobombolone. A parte il fatto che quando l'ho prenotata m'avevano detto che saremmo entrati immediatamente, arrivati lì, essendo un post operatorio. E invece c'è toccato aspettare due anziane signorotte che si stanno preparando le cosce per il lido mappatella... (Maronn', ma stann' semp' mmiez' sti vecchie?!). Comunque il medico appena ci vede chiede se il signorie che abita parte dello stinco di ciccio è simpatico, poi si accinge a sfasciare. Tutti eravamo attenti, nessuno parlava. L'aere era soltanto coperta dai nostri battiti cardiaci che  risuonavano all'unisono. La suspance ci stava uccidendo. E siamo stati salvati dal secchio della munnezza. Avete presente quei secchi in alluminiometallonichel che si aprono se solo avvicinate la manina? Io li schifo. E quello studio ne è pieno, compreso uno pezzotto in corridoio che è in sciopero e si apre solo se sollevi il coperchio. Ce n'è uno anche nella stanza dove eravamo ieri e ha cominciato a cazzeggiare solitario aprendosi e chiudendosi ininterrottamente, mentre il chirurgo sfasciava lo zampone. Io un po' guardavo il secchio e un po' la gamba, cercando di fare la parte dell'indifferente anche perchè notavo che ciccio e il medico non ci pensavano proprio quindi non volevo certo essere l'unica idiota che stava dando peso a una cosa del genere. Intanto lui si chiudeva e si riapriva, di continuo, fino a quando Elleesse (il Doc.) non ha perso la pazienza, s'è girato minaccioso con le forbici a punta arrotondata in mano e ha detto: «Uagliò ma sì scem'? E' vero che a Napoli la munnezza ormai parla, ma che ti metti a fare un balletto mentre sto per fare una medicazione non mi pare il caso. Lo facevi dopo!»
Il compagno, subito: «Sarà stato il fantasma della pelle che porto addosso...»
Il medico: «Oppure è il munaciello...»
Ecco. Abbiamo fatto scemo più scemo. Andiamo avanti.
Alla visita l'innesto si è presentato in condizioni abbastanza buone. Il rossore al di sotto si è attenuato e tutti quei pezzettini che erano stati poggiati sulla piaga, a formare un mosaico cutaneo, si sono agglomerati in un unico pezzo di pelle che, col tempo, dovrebbe attaccarsi definitivamente. Sua maestitade deve restare a riposo ancora fino a domenica e lunedì mattina dovremo tornare allo studio, per un altro controllo. Elleesse ovviamente prima di fasciarlo di nuovo lo medica facendomi vedere come e con cosa.
Prima di salutarlo, però, gli chiedo se la sola terapia topica è sufficiente.
E lui con un filo di voce chiede:
«Ma io ve l'ho lasciato in clinica il foglio con la terapia da seguire per via orale, nevvero?!?» Faccia da panico. La sua.
Io, subito, mentre giocherellavo con una penna e mi chiedevo come fare per lanciargliela direttamente nell'occhio: «Dottò veramente no. Ho anche chiesto all'infermiera, ma nella cartellina di bombolone non c'era niente...»
Lui: «Mea culpa, mea culpa, mea culpa. Adesso vi segno tutto.»
Io, anche se solo nella mia mente: «Mea culpa o cazz'! MAMMT!»
Ciccio, giusto per rincarare: «Il bello è che abbiamo chiesto anche al suo assistente e c'ha detto che non dovevo prendere niente!»
In sintesi: antibiotico due volte al giorno e antinfiammatorio una volta al giorno. Così fino a domenica. Poi, con molta probabilità, la terapia verrà cambiata man mano. Quindi già da lunedì. Però se dopo tre giorni senza terapia, nè locale, nè per via orale, non abbiamo trovato vermi, larve, uova o principi di decomposizione è positivo, no? Teoricamente con la terapia adeguata dovrebbe azzeccarsi in fretta, 'sta cosa, no? Ditemi di sì, per favore...Ditemi che per la fine di Luglio finirà tutto e che in Agosto (anche perchè il 2 il medico parte e quindi chi s'è visto, s'è visto) saremo al mare senza pensieri, con una bottiglia di minerale fredda e un secchiello rosso per fare i gavettoni a chi si addormenta beato sotto l'ombrellone. Anche se non lo conosciamo.

Ps: chiedo scusa se ultimamente non parlo d'altro. Ma questa cosa ha per me la priorità su tutto. Prima o poi tornerò normale. Spero.