La cardarella è poliglotta. Translate!

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19 set 2011

Convenzionalmente

Nasci e t'imbacuccano subito con tutine e nastrini del colore apposito. Cresci con l'irrefrenabile voglia di diventare grande. Nel frattempo diventi un adolescente e neanche te ne accorgi. Hai a che fare con i tuoi simili e i tuoi coetanei e cominci a sospettare che c'è qualcosa che non va nella gente. Senza dare troppa importanza al fatto che la gente pensa che c'è qualcosa che non va in te. Diventi adulto e il sospetto diventa certezza. T'immergi (o almeno, ci provi) nel mondo dello studio, poi in quello del lavoro. Ti rendi realisticamente conto del fatto che non è semplice. Però, nel contempo, scarichi negli acquisti per la casa da pagare con un mutuo improponibile tutte le tue frustrazioni. Ma se ci sono riusciti i tuoi genitori, a fare tutto questo, ci riuscirai anche tu. Conosci l'altro sesso e ti piace credere nel fatto che esista, a parte te, una persona "normale". Di conseguenza ti convinci che ne vale la pena. La frequenti e ti adatti al suo stile di vita. L'altra persona fa la stessa cosa fino a che non diventate una coppia (una sola vita, due individualità distrutte dai concetti sociali e dalle convenzioni). Ma tu pensi sempre che non potresti stare senza di lei/lui. Non potresti vivere. Ti sentiresti solo/a. E allora, per avere la sicurezza egoistica di averla/o disponibile tutta la vita, ti condanni a morte sposandola/o. Già il giorno dopo le cose cambiano. Ma tu lo ignori. Fatto questo ti guardi attorno e sei perseguitato dai bambini. Il tuo cervello recepisce un messaggio subliminale: "Fallo anche tu. Fallo anche tu. Fallo anche tu." Ci provi. Non arriva. Ci riprovi. Arriva. Trascorri le notti senza dormire. Il neonato intanto cresce. E tu lo imbacucchi subito con tutine e nastrini del colore apposito. Lui cresce con l'irrefrenabile voglia di diventare grande. Nel frattempo diventa un adolescente e neanche se ne accorge. Ha a che fare con i suoi simili e i suoi coetanei e comincia a sospettare che c'è qualcosa che non va nella gente. Senza dare troppa importanza al fatto che la gente pensa che c'è qualcosa che non va in lui/lei....

E così ciclicamente fino alla fine dei tempi.

Ma lo sapete che questa è veramente una vita di merda?

18 ago 2011

Le perle di Giggino.

«...Io non li sopporto quelli che se vanno al Bar, chiedono un cornetto in coppia e poi se lo fanno spartere due parti millimetriche e se lo mangiano a metà per uno perchè così sono convinti che non ingrassano. Oppure quelli che chiedono il cornetto integrale o vuoto. Ma che sang' 'eddie! Ma magnatill'! Il cornetto integrale è nu sciacquapalle, diciamocelo. Nun sap' e nient'. O te lo magni o non te lo magni. Poi ci stanno quelli che la pizza se la fanno fare senza olio. Ma che senso ha? La pizza deve grondare grasso, ti deve colare l'olio da mano, ti deve far arrecriare! Che sfaccimm' t'a magn' affà? Per compagnia? E tanto vale che ti fai fa' 'na nzalatell', no? Poi ci stanno i peggiori e li vedi solo d'estate: quelli del gelato assaggiato. Li incontri in gelateria che tu stai già con il megacono in mano, pieno, pieno, e loro fanno avanti e indietro guardando i gusti. Scelgono il cono più piccolo o, ancora peggio, il cuppetiello, e praticamente due cucchiaini a testa e è fernut' tutt' cos'. Li schiaccerei sotto le scarpe. Ma chella maronn' e chi t'è stramuort', ma fa caldo, s' schiatt', ma magnatill' san'! Capisco che poi non è che ti puoi mangiare un capretto sano, però quando torni a casa ti fai una bella insalata di pummarole col tonno e stai apposto, no? Invece no! Si mangiano un assaggio di gelato, che il resto gli rimane tutto di desiderio, e poi ti dicono che stanno a dieta. Mò a quelli del gelato, della pizza, del cornetto e tanti altri io vorrei dire che capisco la dieta, perchè non è che si deve andare di lavanda gastrica tutti i giorni... ma quando decidi che ti devi scassare, devi tornare a casa a quatt' zamp', non ci stanno santi! E figlio caro! Qua già facciamo una vita di merda. Se non magni e magari non ti fai nemmeno una chiantella, che cazz' camp' affà?»

Registrate questa massima di vita. Mentre l'ascoltavo annuivo nervosamente, tipo tic. Sono d'accordo su tutto. 

Intanto vi comunico che, in merito al sondaggio, la risposta che ha ricevuto il maggior numero di preferenze è stata: "
Voglio la verita', quindi non do pareri. Scrivi tu, io prendo le patatine."
La verità è che siete dei pigri di merda e vi sfasteriate di pensare.
Ma comunque, essendo io una persona di parola, racconterò la fine della storia da quì a breve. Appena non c'ho un cazzo da fare.
Per ora statevi bene.
[...]
[...]
Dimenticavo: Giggino è mio padre.


14 ago 2011

La macchinetta che fa i complotti

In questo momento la più forte sensazione è il rimpianto.
Rimpiango di non aver avuto modo di filmarlo con l'iphone, di non aver quindi piazzato il contenuto su youtube e di non aver mostrato al mondo quanta segatura di capa gloriosa c'è a Napoli.

Giusto perchè dobbiamo ammazzare il tempo domenicale, pre ferragostano, caldo, pigro, guallerotico e anche quello che deve trascorrere prima di pubblicare i risultati del sondaggio, volevo dire che io sto a Napoli e che me la sto veramente godendo, la città.
E' bella, solitaria, assolata, silenziosamente assordante.
Sembra una signora pigra che sta alle terme e non ha nessuna fretta di uscirne.

Ieri sera decidiamo che vogliamo andare a mangiare fuori. Perchè una bella cenetta a base di mozzarella e pummarole ce la meritavamo; perchè essere serviti e riveriti è bello, ma è ancora più bello quando coi camerieri ci fai amicizia, li chiami per nome, chiudi con loro e prendete il caffè insieme, e anche perchè la salumeria di fiducia è in ferie e abbiamo esaurito le provviste che c'erano in casa. Usciamo, bivacchiamo per il centro storico (neanche tanto deserto, la verità?) e pensiamo che forse era giusto prelevare qualcosa. Un tizio occupa la macchinetta elettronica sputasoldi e intanto sbatte i cazzotti sulla scritta luminosa gialla che sta in alto.
Cicciobombolone ed io guardiamo la scena e capiamo subito di essere arrivati a teatro, senza passare a pagare il biglietto.

Il tipo parla con la macchinetta: «Eh. Te l'agg' dat' a cart', mò che bbuò?»
La macchinetta gli chiede il codice PIN. Lui risponde: «Mammt'!»
La macchinetta gli dice che l'operazione è in corso. Lui: «Pat't!»
La macchinetta gli chiede cosa intende fare. Se prelevare, effettuare una lista movimenti, un saldo o altro: «Non ho capito che cazz' vuò? T'ho dato la carta, t'agg dat' o pinnechitestramuort, mò e sold me bbuò rà?»
La macchinetta insiste, ferma nella sua richiesta digitale.
Il tizio insiste a sua volta: «Allora nun ce simm' capit?! Mi devi dare i sordi! Quelli so' i sordi miei, mm'occ a chella bucchin' e mammt'! Nossonosordituoi! Dammeli!»
La macchinetta, stanca di aspettare, gli dice che il tempo a sua disposizione è finito e che deve ritirare la carta.
Lui ha una reazione brusca, quasi violenta. Come se si fosse sentito tradito comincia a prenderla a calci, bestemmiandole i morti. Ma non si arrende. Quando la macchina lo invita a reinserire la carta lui lo fa, ma l'avverte: «Si stavota nun me daje e sord te scass, quant'è veroddio, capì?! Quassopra ci sta il mio stipentio! Cistanno tremilaeuri e tu nottelitevitenere, bucchina!»
Si ripete ovviamente la stessa scena già vista. La macchina chiede il PIN all'avventore, lui lo digita imprecando cristi e madonne, la macchina gli chiede cosa vuol fare e lui non si capacita del fatto che non gli ha ancora sputato fuori i suoi soldi. A questo punto, la liberatoria frase clou: «Mannagg' a chella maronna 'nfam! Io agg' semp' fatt' e rapin', mò aggia a ve a che ffà cu sti strunzat! Ma vir' che tarantell'!»

Ormai io ero con le lacrime gli occhi, veramente. Il tizio si accorge improvvisamente di essere osservato e si avvicina a noi con aria furtiva e sospettosa. Poi chiede a cicciobombo: «Sentit' dottò, vuje che tenete la faccia intelligente [] mi sapete dicere comm' sfaccimm' aggia fa a piglià e sord a ccangopp?! Ci sta lo stipetio mio, qquassopra! Ci stanno cinquemilaeuri (ma non erano tremila?) e io aggia campà, mi servono!»
Il compagno, diplomaticamente: «Ma guardi, sarà un disservizio dovuto ad un sovraccarico della rete...Provi più tardi...» Il tizio lo guarda con la faccia schifata, come se quelle parole fossero state, in realtà, una serie di insulti alla sorella nata da padre magrebino. Intanto però gli dice che sì, riproverà più tardi, ma altrove. Perchè: «...Quell'è la macchinetta che nommivuole dare i soldi, se li vuole tenere lei, perchè è una stronza e fa i complotti per non darmi i miei ottomilaeuri.»


1 ago 2011

Rivelazioni

Tu cammini con fare indifferente e passo spedito ma non troppo (che trascinarsi due cagnoni tanto grossi quanto pigri, non è una cosa molto elegante) cercando di ignorare una strana sensazione di calore che senti dietro di te, accompagnata da un "bruummbruum!" di fondo. Continuo. Incessante. Straziante. Incazzante.
Ti giri e vedi che è un motorino e che l'appena nominato mezzo a due ruote reca insullasuasella un giuovin signore, che ti sta appresso a passo d'uomo.
Fingi ancora indifferenza e prosegui per la tua strada, cercando di evitare di pensare sempre al peggio (leggasi rapina, scippo, strascino, recupero crediti eccetera...), ma poi ti ricordi che stai a Napoli e che pensare preventivamente al peggio ti conviene sempre.
Continui a camminare come continua e si fa anche più insistente il "bruumbruum!".
Un passo, due passi, tre passi, quattro passi e "bruumbruuum!"
Un passo, due passi, tre passi e "bruumbruuum!"
Un passo, due passi e "bruumbruuum!"
Un passo e "bruumbruuum!"
La tua intolleranza comincia a sgorgarti in abbondanza da ogni buco possibile.
Realizzi, poi, che la strada nella quale stai camminando (e nella quale abiti) è occupata in entrambi i lati da auto in divieto di sosta, tricicli parcheggiati senza catena e carrozzine lasciate al ludibrio dei poveri e pensi che forse quello che ti segue, con te che porti a spasso 100 Kg di cane in totale, più o meno regolarmente suddivisi tra destra e sinistra, non riesce a passare.
Che, poverino, sta cercando un varco ma non riesce.
E che educatamente sta aspettando i tuoi comodi per poi proseguire silenzioso.
Allora ti giri e dici al suddetto brummatore:
«Scusa, ma se non riesci a passare dimmelo che mi sposto...»
Lui: «No, no! Cammina, non ti preoccupare. Non mi far passare avanti. Tu tien' stu cul'!»

5 giu 2011

Opinioni discutibili

Io al compagno qualche giorno fa:

«Uagliò ma guarda che panza che hai fatto, n'altra volta. Pari incinto. L'avevi mandata giù e mò ti stai rimpinzando un'altra volta di schifezze. Che spaccimma cucino affare io in modo ipocalorico se poi ti magni il cornetto con la Nutella al bar?»

[Silenzio]

Risposta:
«No, ma quella non è panza. E' la maglia che fa difetto...»


Io al compagno, un po' di tempo fa:

«Te l'ha detto anche il medico che devi mangiare con moderazione. Devi mangiare di tutto. Pure il gelato, se capita. Ma poco. Così non ti fai mancare niente, ma non diventi una balena spiaggiata. Domani mattina ti devi fare le analisi, oì! Speriamo che non t'escono i trigliceridi a mille!»

[Silenzio]

Risposta:
«Io ti ringrazio, ma se è una cosa voglio murì sazio.»

Analisi del sangue ritirate pochi giorni dopo. Perfette. Ogni valore nella norma che manco uno di 15 anni. Tornato a casa, l'amara e falsa notizia:

«C'hai il diabete! Hai visto? Io che t'avevo detto? Mo' ti metti seriamente a dieta e basta schifezze!»

Lui sbianca e comincia quasi a piangere . Mi fa pena e gli dico la verità subito dopo.
Sospiro di sollievo, poi commento:


«Usciamo a mangiare un gelato?»

Ce vole tanta pazienza...