La cardarella è poliglotta. Translate!

29 nov 2025

novembre 29, 2025 - No comments

Orso


Ci sono vite che arrivano senza chiedere permesso e senza fare rumore, ma che una volta entrate non se ne vanno più.
Orso è stato questo: un battito aggiunto al mio cuore, una bussola, un sorriso, un appuntamento quotidiano con la dolcezza che non tradisce mai.
Lo presi quando non avevo niente da offrire se non le mie mani stanche e un amore enorme che non sapevo ancora di avere. Lui invece lo sapeva già. Mi guardò come ci si guarda una casa: come qualcosa che si riconosce prima ancora di capirla. E da quel momento fu tutto semplice. Tutto giusto.
Orso era goffo e delicatissimo allo stesso tempo. Respirava forte, russava come un vecchio marinaio, si metteva a pancia in su quando capiva che avevo bisogno di sentire il peso del suo corpo per ricordarmi che ero ancora viva. Era un cane, sì, ma soprattutto era un modo di stare al mondo: più lento, più tenero, più giusto.
È stato il fratello grande di Alessandro, il suo primo educatore, il suo specchio emotivo.
Quando Ale parlava poco o niente, Orso parlava per lui. Lo guardava, lo seguiva, dormiva accanto al letto come una sentinella minuscola con il cuore gigante. Era il suo mediatore, la sua sicurezza, il suo traduttore simultaneo di emozioni.
E lo è stato fino all’ultimo istante.
Quando Orso è morto, non è andato via davvero.
Ha lasciato una scia.
Ha spostato qualcosa dentro di noi che non tornerà mai com’era prima, ma che ci ha reso migliori, più capaci di amare, più capaci di proteggere.
Ci sono giorni in cui mi sembra di sentirlo camminare, altri in cui mi sembra di sentirlo respirare nei silenzi di casa.
Poi ricordo che l’amore non fa rumore quando cambia forma: resta, semplicemente.
Orso è dentro quello che faccio adesso, dentro ogni cane che aiuto, dentro ogni bambino che accompagno.
È la radice di “A Casa di Ale”.
È la ragione per cui ho deciso di rimettere insieme i pezzi e costruire un luogo sicuro per noi e per chi verrà dopo.
Non gli potrò mai dire abbastanza grazie.
Ma posso scriverlo qui, in questo spazio che per anni è stato la mia voce, e oggi torna a esserlo anche per lui.
Grazie Orso.
Per avermi scelto.
Per averci amati così.
Perché quello che hai fatto per noi non lo fa nemmeno un essere umano.
E se da qualche parte si può vedere, sentire o sapere, voglio che tu lo sappia: continui a vivere.
E continuerai finché vivremo noi.


Per sempre il mio Orso. 

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