novembre 29, 2025 -
Aldo
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Quando l’ho preso tra le braccia per la prima volta, Aldo era un batuffolo compatto con due occhi tondi che sembravano chiedere:
“E mò? Chi sei tu per me?”
Non lo sapevo ancora, ma quel cane sarebbe diventato una delle cose più importanti che ho, dopo Alessandro.
E sì, lo so che i bulldog inglesi fanno ridere a guardarli, con quel passo da lord stanco e la faccia da filosofo del Rione Sanità.
Ma Aldo, per me, è stato molto più di un cane buffo.
È stato il respiro dopo tutto.
Dopo la malattia.
Dopo le corse, le chemio, i salti tra un ricovero e una terapia.
Dopo il silenzio pesante che mi restava addosso la notte.
Dopo le perdite.
Dopo il “mo’ basta” che mi ripetevo ogni giorno solo per rimettermi in piedi.
Aldo è entrato in casa come sanno fare solo i bulldog: senza chiedere permesso, ma occupando subito il divano e il cuore.
Si è piazzato vicino ad Alessandro, lo ha guardato un attimo, e da quel giorno Ale non è più rimasto solo nemmeno un minuto.
Non parla?
Aldo manco.
Eppure si capiscono in una lingua che io neanche immagino.
Aldo è la parte morbida delle mie giornate.
È quel peso da tre tonnellate che dorme sulle mie gambe e non si sposta manco se cade il Vesuvio.
È la risata che mi parte quando sento i suoi rutti aristocratici dopo cena.
È l’amore che non ti chiede nulla se non di esserci.
E io, che per anni ho messo tutto e tutti davanti a me, con Aldo ho capito che si può stare al mondo anche senza giustificarsi.
Si può essere stanchi.
Si può essere fragili.
Si può essere vivi.
Lui è così: vivo.
E mi ricorda ogni giorno che – dopotutto – lo sono anch’io.
Aldo è la prova vivente che dopo Orso, dopo quel dolore lì, il cuore si può riaprire, anche se pensi sia impossibile.
Non lo sostituisce.
Non ci prova nemmeno.
Aldo è un capitolo nuovo, scritto con le stesse mani stanche ma con gli occhi più lucidi.
E io, oggi, sono grata di averlo.
Perché quando ti rialzi dal fango e ti guardi intorno, ti accorgi che la vita sa ancora sorprenderti.
E a volte lo fa con un bulldog inglese che pesa come una lavatrice e ama come un gigante.

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