La cardarella è poliglotta. Translate!

29 ago 2024

Amatriciana



Oggi ho mangiato il piatto che non ha prezzo. Ha il suo costo, ma non ha un prezzo quantificabile. Almeno per me, che durante gli orrendi mesi precedenti, ho sempre desiderato di andare a mangiarlo. Lo dicevo quando non potevo, quando un solo boccone mi avrebbe provocato dolori atroci a tutto l’addome. È il piatto perfetto, per profumo, cottura, sapore, forma, presentazione. Quando non potevo neanche pensarlo, dicevo: “Appena sto bene devo andare a mangiare un grandioso piatto di amatriciana.

Non sapevo se avrei effettivamente potuto farlo, ma lo speravo con tutto il cuore. 
Un po’ come ognuno di noi può sperare di vincere la lotteria. Poi compra o non compra il biglietto, è un altro discorso. La speranza ci sta. “Uà con quei soldi comprerei tante case! No, un viaggio! Prima un viaggio!” 
Embè io così ho fatto. Ho sognato. Poi ho messo la prima, ho lasciato il freno a mano e sono andata in un posto dove non si risponde al telefono dicendo “pronto?”, ma “Dicaaaaaa!”. 
Dove non esistono i piatti, ma solo padelle. Dove non esiste il “non ce la faccio più” e se restituisci la cazzarulella sporca di condimento perché non hai fatto la scarpetta, si offendono.
Ho mangiato solo lei (e un tiramisù, lo ammetto), ma quando ho mandato giù il primo boccone e non ho sentito dolore è stato come turnà a nascere. 
Ora io non so se sto già bene, non so se la guerra è finita. Ma quella sera ho vissuto una tregua, un armistizio sigillato con questo piccolo e infame stato canaglia che un anno fa non mi faceva trattenere nemmeno l’acqua. 
Ho pagato il conto e salutando ho detto al proprietario: “Ho finito le chemioterapie il 3 luglio per un non hodgkin a grandi cellule B che mi ha preso lo stomaco, IV stadio. Credimi, il piatto che ho mangiato stasera non ha prezzo.”
L’ho visto per un attimo chiudere gli occhi.
“So di che parli.” Lunga pausa. Poi mi ha preso la mano e mi ha dato l’in bocca al lupo. “Viva il lupo”. E sono andata via. Io quella sera ho vinto la lotteria.

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò”.

0 comments:

Posta un commento