La cardarella è poliglotta. Translate!

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28 ott 2011

I can change! (La ruota della macchina)

Premessa

Sapete quando uno sta facendo una cosa pericolosa e poi all'improvviso esce dalla stanza dove è accaduto un danno irreparabile (chessò: è zompata la corrente provocando un principio d'incendio, è crollato il soffitto, i muri hanno iniziato a parlare) e con le braccia ben'in vista, magari i vestiti strappati e un paio di smorfie di autocompiacimento grida: «Sto bene! Sto bene!» e avanza orgoglioso verso la folla? Ecco, così.
Sto bene. Il braccio non mi sta dando problemi e il mio voto a sant'aulin ha sortito il suo effetto. Ok, premessa fatta. Passiamo appresso.

L'altra mattina

Girovagavo in macchina (che la moto non l'ho presa perchè pioveva a zeffunno) lungo la via Appia quando...

No, aspettate, la rifaccio.

Bestemmiavo nel traffico ogni santo, che l'Appia quando piove diventa un macello quasi peggio di Napoli voragini a parte, quando sento nitidamente un "fffssshhhhhh" preoccupante, provenire dal lato anteriore destro della macchina. Fortunatamente mai come l'altro giorno non mi sono incaponita e ho accostato appena ho potuto costatando che il mio sospetto era fondato. La carrozza aveva forato. Mò vai trovando chi stronzo ha lasciato cadere un pezzo di vetro, un chiodo, un coso qualsiasi sull'asfalto. Quando capita qualcosa di seccante succede sempre che bisogna trovare un capro espiatorio, anche immaginario, col quale fare cerebralmente a cazzotti da quì all'eternità. Scesa dall'auto, infradiciata dall'acqua già nell'arco dei primi cinque minuti, ho fissato quella gomma bucata per un po', quasi come un requiem. Come se avessi voluto dirle addìo. Fatto il funerale a quella ruota di merda, ho preso coraggio, e mi sono messa all'opera. Cambiare la gomma bucata è stata la prima cosa che mi ha insegnato Giggino perchè "si è 'na cos' non lo devi prendere in culo." (Parole sue). Stavo accovacciata davanti all'infausta morte della gomma floscia con tutto quello che mi serviva accanto, le mani nere e la faccia bagnata quando vedo una macchina uscire dalla fila trafficosa, approfittare di un po' di spazio dietro per un pizzico di retromarcia e accostare davanti alla mia. Dall'auto sospetta scende un uomo sui 35 anni , camicia stirata, jeans puliti e fede ben visibile. Lì per lì faccio finta di niente, visto che il tizio poteva anche essersi fermato per i cazzi suoi, ma non nascondo che ho messo in dubbio le sue capacità cognitive vista la manovra che ha fatto. Si avvicina e standosene a un paio di centimetri da me, ma in piedi (cioè, voi dovete immaginare la scena: io accovacciata co' sta ruota bucata davanti e lui vicinissimo ma in posizione eretta. Non vi fa venire in mente niente?) chiede:
«Ti ho vista dallo specchietto. Serve aiuto?»
Senza neanche girarmi, poichè sarebbe stato piuttosto imbarazzante ritrovarmi faccia a faccia col cavallo dei suoi pantaloni, rispondo: «No, grazie. So farlo da sola.»
E mi accingo a togliere i cosi che bloccano la ruota, che mò non mi ricordo come si chiamano, stando attenta a dove li metto perchè se ne perdi un paio devi creare il pezzotto altrimenti la ruota potrebbe scappare.
Il tipo vede che non ho difficoltà, ma insiste: «Ma dai, ti aiuto. Se lo facciamo insieme è meglio no?»
«No.»
«Ma ti sei svegliata col piede storto stamattina?»
«Semmai alzata...»
«Eh, si. Quello.»
«No.»
«E allora?»
«E allora che?»
«Perchè non vuoi che ti dia una mano, scusa? Del resto sei una femmina. Se non ti aiuto ci passi la giornata.»
«Ma non vedi che sono già a tre quarti del lavoro? E poi scusa, col fatto che sono una femmina non sono capace di cambiare una gomma bucata? O magari tu che sei maschio sei in grado di farlo meglio? Sono tutte stronzate (tutto ciò mentre continuavo a lavorare senza guardarlo neanche in "faccia" che altrimenti avrei visto un paio di jeans e nient'altro.) e chi vi ha fatto crescere con queste convinzioni dev'essere buttato sotto la 95ma barrata. Vi affidate ai luoghi comuni, vivete per convenzioni. Per tua informazione io so usare il trapano, il seghetto alternativo, so fare lavori d'idraulica, so verniciare, cucire e cucinare. E non necessito dell'aiuto di nessuno, soprattutto se non è richiesto.»
Mentre chiacchieravo autocelebrandomi, lo stronzo s'è accasciato vicino a me e fissava le mie mani sporche. Dev'essere stato un gesto di un secondo perchè non me ne sono neanche accorta quando ha rubato da terra i cosi che dovevo rimontare per tenere la ruota ferma.
Ho preso a girare attorno alla macchina con lo sguardo puntato per terra, cercandoli.
«Cerchi qualcosa?»
«I cosi.»
«Che cosa?»
«I cosi!»
«Ma che cosa?»
«Ma t'e faje e cazz' tuoje?!»
Stavo impazzendo, veramente. Sarò rimasta a contemplare il vuoto (per essere precisi il punto in cui avevo poggiato a terra i cosi, quasi a sperare di vederli comparire dal nulla all'improvviso) per cinque o sei minuti buoni. Poi, a un certo punto, l'illuminazione: «Mò sai che c'è? Svito un coso da ogni ruota, tanto con tre si può camminare così ne recupero altri tre da montare sulla ruota cambiata. Si, si. Mò faccio così.»
Il tizio sbianca e lascia cadere le braccia lungo il corpo. Poco dopo, con l'espressione di chi ha perso e s'è rassegnato all'averlo preso tutto d'un botto dolorosamente, mi apre la mano davanti e me li passa.
«Li ho presi da terra e manco te ne sei accorta. Volevo dimostrarti che c'è sempre bisogno dell'aiuto di qualcuno. Soprattutto di un uomo quando si tratta di motori e simili, ma mi sbagliavo. Hai trovato una soluzione alla quale non avevo neanche mai pensato...»
«E' normal'! - esclamo interrompendolo - Io sono napoletana. Tu no.»
Rimonto tutto, metto a posto e quel maronna continua a fissarmi in modo imbarazzante.
Credevo stesse per sentirsi male avendo visto sgretolarsi tutte le sue convinzioni del cazzo in un'oretta scarsa.
Poi, invece, prende coraggio e se n'esce con la frase più stupida che si possa dire ad una donna: «Ok, è stato un piacere conoscerti. Allora l'ho memorizzato il tuo numero di telefono...»
Mò la tattica avrebbe voluto che io gli dicessi che non gli avevo dato nessun numero e lui si sarebbe sentito autorizzato a chiederlo.
Nel frattempo avevo già fatto il giro dell'abitacolo e me ne stavo con la portiera aperta a contemplare cotanto scempio umano. Approfitto della palese demenza guardando alle sue spalle, sgranando gli occhi e tappandomi la bocca ispirante con la mano, facendogli credere che chissà cosa stava succedendo mentre lui faceva il mollicone.
D'istinto il tizio si gira, io rimonto in macchina, infizzo la prima e lo lascio lì sul ciglio della strada. Il coraggio di guardare la sua immagine allontanarsi dallo specchietto non l'ho avuto, vigliaccamente.

Comunque ho deciso di prendere il brevetto di guida veloce.

4 giu 2011

La legge morale sopra di me, quella della ciucia in me.

Premetto che non ho una grande stima per gli uomini. Col tempo, la disistima, è diventata satira. Di quella che ti fa ridere veramente con la pancia in mano. Sono pochissimi gli uomini che guardo in faccia mentre parlo, forse giusto tre, salvando la buona pace di chi non ho ancora mai incontrato o che non vedo da una vita.
Il mio compagno, mio padre e Roberto. E questo perchè quella strana razza a tre gambe, fa soltanto figure di merda. Specie se si tratta di rapportarsi a noi femmine, che comunque non è che siamo poco esigenti, diciamolo. Se uno fa così, doveva fare cosà. Se fa cosà, avrebbe dovuto fare così. O comunque doveva essere d'accordo con noi per essere perfetto. Perchè noi siamo femmine e abbiamo sempre ragione.
E' inuitle che negate. Lo pensate tutte.

Se un uomo non ha spirito d'iniziativa lo accusiamo di non averne, ma appena lo tira fuori puntualmente non fa mai quel che intendevamo noi. Ma qualcos'altro che è considerabile una stronzata. Quindi: "Se devi prendere iniziative personali e rompere il cazzo non lo fare. Faccio tutto io! Perchè sono forte, io! Perchè posso anche vivere da sola, io! Perchè se te ne vai esco con le amiche, io!"
Per poi metterci a piangere pateticamente con il barattolo di Nutella e il film di Bridget  Jones in Dvd.

Ma tornando alla scimmia, c'è un'imprescindibile verità. E' inelluttabile e non si può toccare.
L'uomo ha il cervello a forma di triangolo.
No, io non generalizzo. Ma se mi presentate un uomo che non pensa sempre alla stessa cosa o per il quale ogni istante della giornata non sarebbe un buon momento, per me diventa un guru.
E con l'avanzare della tecnologia è diventato prima scaleno, poi isoscele, poi è tornato ad essere equilatero. La scimmia, che fa? Si piazza dietro ad un computer e manda messaggi al mondo femminile. Cerca di capirlo, di entrare nelle teste di quelle pazze, di supporre, di pensare al posto loro e anticiparne le mosse. Tutto ciò perchè cerca il triangolo. Lui sa di avere quella forma geometrica in testa, ma solo inconsciamente. A livello conscio, infatti, è certo di avere neuroni a iosa e il giusto pompaggio di sangue. Ma l'inconscio ha un potere che supera di gran lunga la volontà umana. Almeno quella superficiale, quella che noi riusciamo a vedere. Si, perchè l'inconscio è la vera volontà. Quella di cui non ci rendiamo conto, ma che c'è. Quindi la scimmia cerca il noumeno, la vera essenza della sua vita.
Convinto che quella sia tutta la realtà possibile.
Una cosa tipo: la legge morale sopra di me, quella della ciucia in me.
E che deve fa, porello...S'adatta ai tempi. E allora usa il Pc.
Li vedete iscritti a Facebookmessengerbaboosplinderskypewordpress (prendete fiato!) perchè quel triangolo vorrebbe toccarlo, vederlo, giorno e notte. Ammirarne il contenitore per lui è solo un contorno, un in più. E' il suo vero io che cerca, sempre. E quando si relaziona con quella parte di mondo cosiderata da egli stesso un mistero, scatta l'imbarazzo. Quindi, conseguenzialmente e non necessariamente in sequenza: la paraculaggine, l'egoismo, il materialismo, l'egocentrismo, l'infantilismo. Poi, davanti all'evidenza sbattutagli in faccia come uno schiaffo a mano aperta: sudorazione, gola secca, incapacità di emettere suoni non monosillabici, difficoltà di deambulazione, pruriti un po' ovunque. Giusto per dirne alcune. E' un po' come se ognuno di noi, improvvisamente, si trovasse davanti all'essenza di se stesso. Una sorta di clone, che però è il nostro vero io. Una cosa piuttosto scioccante, comunque la si giri. Ecco che nascondersi dietro un Pc può essere d'aiuto. In uno scambio di messaggi on line sono d'ausilio google e wikipedia, che gli permettono di trasformare un diploma serale in una laurea con tripla specializzazione. E poi c'è l'immaginazione, il chiedersi com'è, se lei è davvero la ragazza perfetta che sembra essere. Per quanto riguarda un'eventuale valvola di sfogo quando il dialogo è terminato c'è youporn, quindi non manca niente. E le scimmie che, involontariamente, si prestano a questa sorta di statistica femminile, sono in netto aumento. Ma in effetti, cosa vogliamo contestargli? Cercando il triangolo attraverso internet, non c'è possibilità d'errore: on line è tutto perfetto, non c'è tono di voce (se non quello che vorremmo ci fosse), non c'è mimica facciale, non c'è palese espressione di schifo ad una battuta squallida che manco i cartoni animati per bambini [che lui guarda sempre ogni mattina]. C'è solo quello che vogliamo, rigorosamente nel bene. A questo punto ogni scimmia si trasforma in un latrin lover senza pietà, che su messenger ha aperte 86 finestre di dialogo e, ad ognuna, dice che è l'unica. E quello veramente lo pensa, non racconta stronzate! Lui pensa che ogni femmina è unica nel suo genere e che ogni triangolo è differente dall'altro. Da non molto tempo l'orango ha messo da parte le classiche chat o i siti d'incontri (perchè lì poi ti ci devi incontrare, con quella. E alle altre 85 che racconti?) per passare ai forum creati soltanto per le donne. Dove le femmine si raccontano, si svelano, si spogliano dei loro segreti sicure di dialogare virtualmente con altre donne, anzi, sorelle. Si rapportano l'una all'altra su tematiche varie e si confrontano cercando insieme di trovare inutilmente una soluzione, che però epiloga sempre in un: "Grazie cara. Almeno mi sento meno sola."
E lui guarda avatar, analizza, legge, cerca di capire. E scrive. Tenta. Ci prova. Ma talvolta compie un clamoroso errore morfologico al principio: la scelta del nickname. Ora, voglio anche capirlo che stai cercando la chiantella del secolo, ma che cazzo mi rappresenta che t'iscrivi a un forum femminile e ti piazzi come nick lamateidealexlei?!  Tralasciando il fatto che una cosa del genere nun se po' guardà, ma come speri di procacciarti il pane se esci con appeso al collo un cartello con su scritto: "Datemela." ?
Anche qui la tattica non cambia. Lui scrive all'unica delle 124 donne prescelte e ovviamente, per una questione di mera ipocrisia, glielo dice. Perchè spera di toccare le corde della tenerezza, insite schifosamente in ogni femmina.

Giusto per riportare un esempio, faccio copia e incolla di qualche messaggio ricevuto su un forum al quale sono iscritta per quando m'intalleo su internet:

lamanteidealexlei: "salve terry...vorrei tanto chattà cu tte...ma non so proprio da dove iniziare..."
tessy842: "Non iniziare."
lamanteidealexlei: "E perche me lo sconsigli? In effetti nun me piace chatta... Facciam così messaggio solo cu tteee"
tessy842: "Guarda che hai sbagliato palazzo. Io sono un uomo e cerco figa come te. Mi spaccio per una donna solo perchè queste rimbecillite parlano solo con altre donne qua sopra. Poi gli dirò che sono un uomo a tempo debito. Quindi non scassare il cazzo." (Pura autodifesa)
lamanteidealexlei: "Ah, scusa compà. Ciao."

Afferrato, annegato e imbalsamato. Ma in effetti, come si potrebbe fare a meno di tutto questo? Cosa ci resterebbe per ridere di cuore? Berlusconi? Eh. Ma quell'è un uomo pure lui.



La legge morale sopra di me, quella della ciucia in me.