La cardarella è poliglotta. Translate!

13 apr 2012

aprile 13, 2012 - No comments

Un pensiero. In qualche ora.

 Perché un sospiro non si può scrivere.

E adesso che sei in spiaggia e la vedi deserta, e c'è vento e pioggia e rumore, guarda bene. Che il tuo mare è calmo.
E ora che hai deciso di stare da sola, rimboccati le coperte la sera. E sarà il gesto più bello che tu abbia mai fatto
E l'immaturità delle frasi dette da lontano, evitala.
E abbi cura della tua emotività. E' come un biscotto. Se la metti sotto la pioggia, si scioglie.
E non credere a chi ti propina grandi sentimenti a basso costo. Quelli non sono in saldo. Mai.
E ricordati che la felicità esiste. Basta solo non dimenticarsene.
E quando ti ritrovi al buio, apprezza la compagnia di te stessa. E ascolta il tuo silenzio.
E cerca di avere coraggio. E sfruttalo per essere egoista.
Comunque vada, continua a camminare. Ma sappi che inciamperai ancora.
Tollerati.
E sii tollerante.
Piove. Avresti potuto portare con te un ombrello, una buona volta.
Avresti dovuto ricordarti di mangiare qualcosa, stamattina.
Non essere avventata.
Vai piano che l'asfalto è bagnato.
E cerca di trovare tempo per spacchettare il tempo e dedicarti tempo.
E anche se non gli racconterai di domani, lo porterai con te comunque.
E non fumare. Scema.

30 mar 2012

marzo 30, 2012 - No comments

Dormi(amo)

 E metti caso che una si ritrova sveglia a quest'ora e decide che mettersi a dormire no, non è il caso. Perché sarebbe ammazzare le parole che ha in corpo, perché sarebbe un parolicidio condannabile, un massacro. Perseguibile nelle ragioni del rimpianto. E le parole sono pensieri. E i pensieri sono fatti di acqua. E l'acqua trova sempre, una strada. E allora ti metti a scriverle, perché le devi vomitare. Lo devi a te e ai polpastrelli, che altrimenti non ti farebbero mica dormire. Si trasformerebbero in formiche, ne sono sicura. E ti camminerebbero addosso, facendoti il solletico. S'infilerebbero dappertutto, facendoti scattare da supina a seduta in preda a una crisi isterica mentre ti gratti dappertutto. Hai presente? 'Na tragedia che non è possibile, non assecondare. Come il bisogno di fare pipì o di abbandonare il tepore delle coperte per un sorso d'acqua. Cosa che io non faccio quasi mai, tra l'altro. No, è vero. Non mi sveglio mai, di notte. Ammesso che riesca a dormire. E adesso che stai qui, seduta, tra un colpo di tosse che si strascica dietro quel che resta di un bacillo infame e un'occhiata all'orologio, non sai neanche da dove cominciare. Eppure lo sai che di cose da dire ce ne sono, lo sai. Lo sai che ce le hai. Lo sai che ti ballano nel lobo frontale, tra un ricordo e un'aspettativa. Lo sai che ti sballottano i ventricoli come fossero elastici da allungare. Ce le hai sulla punta della trachea. Tra i denti. Le stai masticando e loro si divertono pure. Tu credevi che le parole soffrissero? Errore. E' il contrario. Le parole fanno soffrire chi non le ascolta, chi non le dice, chi non le scrive. Chi ce le ha, ma non sa dove sono o non riesce a tirarle fuori.Che poi, in questo momento, sono veramente poche le parole che riuscirei a scrivere. Ma le ho scritte così tanto negli ultimi giorni, che mi appaiono stuprate. Quasi insipide, ormai. Ma quelle sono. E tant'è: non riesco a non pensare a loro. O forse sono loro che mi masturbano quel pezzetto di cuore che poi altro non chiedeva. Come se ci stessero giocando. E lui si diverte. E mi lascia poco spazio per coscienza e consapevolezza. Hai presente il discorso: "E' assurdo, disse la ragione?" Ecco, così. E adesso è mattina. E io sono ancora seduta qui, con poche sillabe che mi risuonano tra lo sterno e la cassa toracica. Non mi faccio domande, nè elemosino risposte. Non prego. Nè pregherò tra qualche minuto, quando poggerò la testa sul cuscino. Cosa che tu hai già fatto da un po', con una certa lucidità. E' strano quanto tu voglia spingere una persona tra le braccia di qualcosa che non hai neanche mai visto, solo sapendo che gli farà bene. 

"Dormiamo. Adesso dormiamo. Ci sarà domani. E dopodomani. E poi il giorno dopo. E magari anche i giorni a venire. Poi domenica sarà domenica, con tutta la dolcezza che ne arriverà."
Questo è quello che avrei voluto scrivere. Ma il sonno, l'essere che ti ha scippato dalle mie mani anche stanotte, ha vinto. Vince sempre. Dicono sia un uomo, ma onestamente ci credo poco. Penso sia una gran gnocca. Un po' piena di sè, forse. E mi ha impedito di dirti, molto semplicemente, buonanotte Cip.

19 mar 2012

marzo 19, 2012 - No comments

Quando la cardarella finì negli annali

 Lo sapevo che prima o poi qualcuno se ne sarebbe reso conto.

Lo sapevo che prima o poi sarebbe arrivata anche per me la botta di culo.
Tanto grossa da costringermi ad assumere farmaci per il colon irritabile.
Lo sapevo che sarebbe arrivato IL GIORNO.
Perchè, fino a prova contraria, siamo gente che sap' campà.

E l'eterno blogger errante lo sa.
Quello del pupazzo di neve.
Quello delle canzoncine mollate all'improvviso, come scariche mattutine.
Quello che mi lasciò e mi ha lasciata, anche oggi, senza parole.
Insomma, quello.

Ha fatto della cardarella un'opera antica, da conservare.
Posso dire che, ormai, non desidero altro dalla vita.
Se non un'altra botta di culo, magari.
[...]
Ma quella è un'altra storia.



18 mar 2012

marzo 18, 2012 - No comments

Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso

 Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. 

Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. 
Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. 
Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. 
Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. 
Ho telefonato solo per ascoltare una voce. 
Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. 
Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e…ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)…ma sono sopravvissuto! 
E vivo ancora! 
E la vita, non mi stanca… 
E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! 
È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! 
La Vita è troppo bella per essere insignificante!

Charlie Chaplin

17 mar 2012

marzo 17, 2012 - No comments

Nella vita la fortuna non è tutto. C'è anche il culo.

 Io non lo so a volte come certe idee del cazzo mi vengono in mente, davvero. E senza neanche gironzolare un po’ su forum di sfigati o tra le domande esistenziali di yahoo answers. Sarà l'arteteca. Sono comunque fiera del mio cervello, che non s’impigrisce mai sul cazzeggio e sulla voglia di capire, scoprire, dissacrare l’ovvio, uccidere la scontatezza, anche sulle stronzate. Sublime arte, adoperata anche a scopo informativo, messa in atto anni fa con la materia grigia e l’inventiva di Claudio Pappaianni, che stimo e saluto.                                                                                                                                                                    [Claudio ti ho salutato sul blog, sei contento?]



Tornando a noi, nel corso delle ultime 24 ore il mio avatar su Tuitter è stato un culo. Ma non un culo qualsiasi. Un culo perfetto. Cioè una cosa che a vederla solo in foto non ci si crede. 
Perché? 
Innanzitutto perché ieri non avevo da lavorare e tanto mi è bastato per collegare l’avviatore ai miei neuroni un pochino assorbiti da ben altre priorità e un po’ perché, da ineguagliabile testa di cazzo quale sono, mi sono chiesta: “Ma è mai possibile santa minestra maritata che la rattusamma [Incapacità di attuare un rapporto sessuale, con conseguente sbavamento copioso e osceno davanti a una ragazzina, foto di nudo et simila, ndr.] su internet, e nello specifico tra i tuitteri, sia così all’ordine del giorno? Mai possibile che una femmina un tantino disinibita si ritrova a dover fronteggiare non solo fiumi di saliva, ma anche commenti che rasentano il desiderio di piazzare una bella capata in faccia all’autore? Proviamo!” 
Io i cazzi miei mai. 
E così ho dato vita al culo avatar. Questo culo. Cioè, rendetevi conto:


 I commenti di chi ha pensato, riducendo l’esperimento ad un accattonaggio di follouers, : “Cosa non si fa per un po’ di notorietà”, si sono sprecati. 
Dimenticavo, @gmeloni49: puttana è tua madre.
Come quelli di chi ha dato tutto per scontato sin dall’inizio accartocciando la realtà in una palla di luoghi comuni dando prova, in seguito ancor di più, di pochezza, nessun senso dell’umorismo e grettezza cerebrale.  

Certo c’è stato anche chi ha iniziato a seguire il culo e non me, ma sempre nel rispetto reciproco e, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, tenendo sotto controllo l’ormone. O anche chi mi ha scritto che era già interessato a leggermi, culo o non culo. [Grazie, @fuzzimib! Sono lusingata.] 

Ma quel che più mi ha lasciata col sorriso sulle labbra è stato l’atteggiamento femminile. Alcune (poche) non hanno gradito e se la sono defilata. Altre (parecchie) sono arrivate da me, non dal culo, in punta di piedi e hanno cominciato a leggermi. Hanno trovato l’esperimento interessante, goliardico e stimolante. Sempre limitatamente al contesto di una risata, s’intende. 
(che è stata la più bella letta ieri visto che la signorina @Lilac__Wine è spuntata fuori dal nulla) io vorrei proprio conoscerlo quello stronzo insoddisfatto che ha detto che la complicità femminile non esiste. Chi vive l’ovvietà come il pane quotidiano si sarebbe aspettato una serie di ‘puttanella’ col naso storto dall’invidia dei chili di cellulite dal mondo in rosa e nastri chilometrici di complimenti fini a se stessi da quello maschile. Invece no. 
Parecchi degli uomini che hanno seguito tutto sin dall’inizio o che sono approdati alla culottes in foto si sono dimostrati bigotti, provinciali e seriosi. Impettiti in pubblico, scatenati quando il Pc trasmette un video di youporn, molto probabilmente. Ed è stata una donna a metterli con le spalle al muro (tanto per cambiare).  @danielacorneo, una collega del Corriere della Sera di Bologna: “…Poi un culo è un culo, su, state calmi!” Eccribbio! – aggiungerei. [Grazie Daniè!]

“Un plauso alle donne che hanno iniziato a seguirmi nonostante la pic. Uomini che mi avete dato della troia, imparate, il futuro è femmina.” perché “L’ironia è il profumo dell’intelligenza.”


E molti di voi, perlomeno in ambito sessuale, hanno dimostrato di averne pochina. Ma allenatevi, potete farcela! Come loro, per esempio: