La cardarella è poliglotta. Translate!

15 mag 2012

maggio 15, 2012 - No comments

Il cartello del non vedente

 Un giorno un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: "Sono cieco, aiutatemi per favore".

Un pubblicitario che passeggiava vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete.
Poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un'altra frase.
Quello stesso pomeriggio il pubblicitario torno dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo: chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.
Il pubblicitario rispose: «Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa.» Sorrise e andò via.
Il non vedente non seppe mai che sul suo cartello c'era scritto: 
"E' primavera. Ed io non la posso vedere."
Il racconto non è mio.
Mi è capitato di leggerlo tra le tante cazzate, quando m'intalleo su Internet.
Ho solo pensato che fosse il caso di condividerlo perché chiunque, con un po' di arditezza, coraggio e fede nel cambiamento, merita di vedere la Primavera.

2 mag 2012

maggio 02, 2012 - No comments

Sprecosa...mente

 Vedi Mario, ti do del tu perchè potresti essere mio nonno. E io un nonno dignitoso non l'ho mai avuto. L'unico col quale andavo d'accordo è morto che avevo quattro anni. E poi scrivo qui perchè lo spazio che hai furbamente concesso attraverso il modulo da compilare per segnalare gli sprechi è minimo. Pare di stare su Twitter. E a me gli spazi piccoli non piacciono molto, se ci devo stare da sola. In quel modulo chiedi di scrivere innanzitutto nome e cognome. 

Mi pare ragionevole.

Teresa Pinto
trs.pnt@gmail.com
via (te la lascio in privato, semmai) Napoli, 80135

Oggetto: ma che merita attenzione, dici?

- La ministra Elsa Fornero che sposta quattro auto blu e dieci uomini di scorta per andare a comprare un paio di scarpe, tanto per cominciare, mi sembra uno spreco perpetrato alla faccia di quelle persone che le scarpe nuove non possono neanche andare a comprarsele. E non fare finta di niente, nonno Mario. Lo sai che Elsa l'ha fatto. Mi domando solo come sono le scarpe che ha comprato e quando potrò vedere tutti camminare in un paio di scarpe nuove.

- Tu che compri 400 auto blu m'è sembrato un altro spreco, con gli aumenti che hai imposto al gasolio. Sai un macchinone del genere quanto beve, Mario? 'Na cifra. Senza contare che necessita di manutenzione. Tutte cose che avremmo potuto risparmiare. Evitando gli sprechi.

- Al Governo, quindi intorno a te, ci sono 630 deputati e 315 senatori. Questo vuol dire 945 tra gonnelle e cravatte. Cioè 945 stipendi d'oro. Con relative pensioni pari a 3.000 Euro al mese anche per soli 30 giorni di lavoro. Taglia, Mario. Taglia. Sono troppi, 945 cervelletti che tentano di starti dietro. E poi con la prostatite che rischi di avere da un momento all'altro vista l'età, non puoi certo star ad ascoltare tutti. 

- I sindacati esistono. Sono sempre esistiti per dare un'alibi al malcontento del paese. Dal punto di vista lavorativo e sociale, almeno. Ma non mi sembra che quelli attuali lo facciano. Pare più che palesano la presa per il culo. Perchè non li togli da mezzo e lasci che sia il popolo a parlare con te di quello che non gli va giù? Non fare come Maria Antonietta, Marittiè. Non ci consigliare di mangiare brioches se non abbiamo pane.

- In palamento sedete su poltrone la cui comodità non sarà mai saggiata da un lavoratore medio. Venderle e sotituirle con delle carinissime sedie Ikea, non ti sembra 'na genialata? Dareste anche un po' di colore, un'ondata di gioventù nell'aria.

- Ti ricordi quando Elsa pianse? Anche quello, fu uno spreco. Spreco di energie ed espressività. Inutile quanto deleterio. Confesso che, sul momento, provai anche un po' di compassione per questa signora elegante che sapeva già cosa ci aspettava. Ma poi se rileggi il punto uno, capisci perchè ho rimangiato tutta la pena provata.

- La figlia della Fornero, ha due lavori. Non sta a me giudicare se sia stata segnalata o spinta da mammà, per carità. E' certamente tutto merito suo. Ma non ti pare uno spreco, sapere che c'è un tasso di disoccupazione pari al 36%, in Italia, quando Silvia Deaglio, di posti fissi ne ha due? Jamm', Mario. Facciamo le persone serie.

-  Ma lo spreco più grande, quello che più mi fa incazzare e che m'intristisce è quello che riguarda il tempo. Ne stai perdendo, nonno Mario. E non lo dico io. Lo dicono i suicidi che si sono verificati dall'inizio dell'anno. Non ricordo alla perfezione le cifre, in questo momento. Lo confesso. Ma se la memoria non m'inganna, siamo a quota 50 operai (leggasi padri di famiglia) e poco meno di 30 imprenditori. Tirare le stime del proprio lavoro, con questi dati alla mano, è molto semplice. Non c'è tempo, nonno Mario. E non posso manco dirti che non deve scapparci il morto.



Fiduciosa nel fatto che mi leggerai poco prima di dormire quando io avrò già mangiato gli avanzi di ieri a cena, ti porgo i miei più distinti saluti

26 apr 2012

aprile 26, 2012 - No comments

Anche il 26 aprile è festa nazionale!

 Visto che sono una persona che non ama mettersi in mostra, e le manifestazioni di pubblico affetto mi mettono sempre un po’ in imbarazzo, sottovoce e a pochi intimi vorrei sussurrare che oggi è…



IL MIO COMPLEANNO!


In sintonia col mio status di persona umile ed acqua e sapone, non disturbatevi di donarmi (solo) i vostri auguri, ma procuratevi un bel regalo possibilmente sostazioso e costoso.


Grazie!


Anche se c’è già chi ha già pensato ad un regalo speciale, donandomi la possibilità di ritrovarmi in un libro. Come autrice. Tra altri dieci autori. "Gli Schizzati", Photocity edizioni. Acquistabile qui, se non volete una mortiata scagliata con estrema potenza, ogni giorno. Un'antologia di racconti pulp, con la copertina gialla e tante parole ben appiccicate, dentro.



22 apr 2012

aprile 22, 2012 - No comments

Qualcosa arriverà

 Pioggia fino a martedì. Poi arriverà il gran caldo. Poi l'arcobaleno e la pignatta piena d'oro impossibile da trovare. La neve da spalare, i fiori, l'inverno, la spiaggia bagnata e poi il Natale. 

E le speranze per il nuovo anno, le aspettative, l'emozione nel cuore. 
E poi Gennaio, l'acidità di stomaco, l'aria della Primavera, le farfalle con la vita troppo breve, gli antistaminici, il naso chiuso, il polline, la voglia d'innamorarsi e la paura di farlo. Guardando un San Valentino solo, che se la cammina sul lungomare.
Ci saranno i remi e una barca colorata. Il mare piatto e calmo. Blu. Tanto blu che col cielo sarà tutt'uno. Tanto bello che il freddo sarà persino piacevole. Le labbra screpolate e un paio di guanti da perdere con l'ombrello scuro.
Poi, Pasqua. I colori vividi ed esageratamente contrastati per rendere piacevoli le sciocchezze. Arriveranno le risate. Tanto fragorose quanto improvvise. Ci saranno lacrime per lavare gli occhi e una cintura per tenere ferma la vita. Che se la lasci correre, senza riuscire a starle dietro, non lo sai mica dove ti porta. 
Poi arriveranno nuove spazzole per i capelli, nuova acqua nella quale bagnarsi, un paio di occhi da guardare. Un cervello da carpire, capire. Una spolverata di tolleranza sui rimorsi. I sensi di colpa da incorniciare. Carezze, battiti e un paio di jeans strappati. Un paio di auricolari da snodare, ricordi da stringere.
Poi Ferragosto, il vento invernale assieme allo scirocco, caldo e leggero. 
Le montagne da scalare, un tramonto da fotografare. Un fuoco acceso sulla spiaggia anche se piove. Un bagno a mezzanotte, una spina di pesce in mezzo al cuore.  
E poi vino, tanto vino per bagnare le labbra. Bianco e ghicciato. 
I solchi che il tempo e i malumori lasciano sul viso, le ansie. Tanto contagiose quanto vive. 
La musica per ballare fino all'alba, parole da sputare. 
Poi tornerà l'autunno e si porterà via tutto tra il rosso e il marrone delle foglie secche, con un soffio di vento e una pioggia settembrina. 
Poi arriverà l'estate, la sete. Un ghiacciolo con la panna sopra, la centrifuga di una lavatrice appena riparata, la morbidezza da accarezzare, una sedia con un cuscino blu. 
Un camino davanti al quale spogliarsi. Tasti da battere, pagine da riempire.
Il bianco di un foglio macchiato d'inchiostro. Poi ancora la Primavera, i profumi, le iniziative, una sorpresa che aspettavi. Poi pioggia fino a martedì. Poi arriverà il gran caldo. Poi i fiori, l'inverno, la spiaggia e poi Natale.
Siate pronti.

13 apr 2012

aprile 13, 2012 - No comments

Un pensiero. In qualche ora.

 Perché un sospiro non si può scrivere.

E adesso che sei in spiaggia e la vedi deserta, e c'è vento e pioggia e rumore, guarda bene. Che il tuo mare è calmo.
E ora che hai deciso di stare da sola, rimboccati le coperte la sera. E sarà il gesto più bello che tu abbia mai fatto
E l'immaturità delle frasi dette da lontano, evitala.
E abbi cura della tua emotività. E' come un biscotto. Se la metti sotto la pioggia, si scioglie.
E non credere a chi ti propina grandi sentimenti a basso costo. Quelli non sono in saldo. Mai.
E ricordati che la felicità esiste. Basta solo non dimenticarsene.
E quando ti ritrovi al buio, apprezza la compagnia di te stessa. E ascolta il tuo silenzio.
E cerca di avere coraggio. E sfruttalo per essere egoista.
Comunque vada, continua a camminare. Ma sappi che inciamperai ancora.
Tollerati.
E sii tollerante.
Piove. Avresti potuto portare con te un ombrello, una buona volta.
Avresti dovuto ricordarti di mangiare qualcosa, stamattina.
Non essere avventata.
Vai piano che l'asfalto è bagnato.
E cerca di trovare tempo per spacchettare il tempo e dedicarti tempo.
E anche se non gli racconterai di domani, lo porterai con te comunque.
E non fumare. Scema.