La cardarella è poliglotta. Translate!

24 dic 2025

Quando le parole tornano a casa



Ci sono luoghi che non smettono mai di appartenerti, anche quando li lasci in silenzio per anni.

Questo blog è uno di quei luoghi.

È nato molto tempo fa, in un’altra fase della mia vita, quando scrivere era il mio modo per respirare, per capire, per restare in piedi. Poi la vita ha preso strade complesse, intense, a volte durissime. E la scrittura si è fermata. Non perché non avessi più nulla da dire, ma perché stavo vivendo tutto sulla pelle.

In mezzo a tutto questo c’è stato anche il cancro.

Un tempo sospeso che mi ha insegnato quanto il corpo possa crollare e, allo stesso tempo, quanto la cura – quella vera – sia un atto quotidiano, concreto, ostinato.

Oggi il mio lavoro nasce anche da lì: dall’esperienza diretta della fragilità, dall’essere madre, dall’essere educatrice cinofila, dal credere profondamente che animali e persone possano sostenersi a vicenda quando il mondo diventa troppo.

Questo blog e A Casa di Ale sono due stanze della stessa casa: uno spazio di parole e uno spazio di gesti, entrambi nati dal bisogno di prendersi cura, senza rumore e senza scorciatoie.

Oggi questo spazio riapre, senza fretta e senza promesse perfette.
Riapre perché A Casa di Ale non è solo un progetto, ma un modo di stare al mondo: fatto di cura, di fragilità, di animali che salvano le persone, di bambini che insegnano più di quanto possano dire, di perdite che diventano seme.


Qui troverai pensieri, storie, appunti, riflessioni.

Non contenuti “giusti”, ma veri.

Non risposte, ma presenza.


Se sei arrivato fin qui, forse non è un caso.

Benvenuto.

Questa è casa.


Con questo ritorno, auguro a chi legge un Natale gentile, fatto di tempo, ascolto e piccoli gesti che curano davvero.

Buon Natale 





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