La cardarella è poliglotta. Translate!

27 ott 2013

ottobre 27, 2013 - ,, No comments

Un mese. Il primo.

 Io non lo so se chi ha inventato la "mamma" aveva in mente una serie di regole precise. Una sorta di vadevecum da seguire per esserlo e farla bene. Magari pensava solo al cuore. A quello più sincero. Perchè quando vivi l'amore incondizionato e puro verso un altro essere umano ce lo devi mettere per forza, tutto. Quello che so che il mio adesso è tuo. Prima che anche tu viva per un'altra persona e ti renda conto di quanto amore hai dentro, cercherò d'insegnarti a donare agli altri un pezzo del tuo cuore.

Senza avere la paura che non ti venga reso o che ti venga restituito pestato. Perchè, vedi, è meglio aver provato. Sempre. Che restare col rimpianto di non aver fatto niente. Perchè poi è il niente che ti resta tra le mani, mentre se conservi il tentativo, quello, credimi, ha un bel sapore. A prescindere dal risultato. Cercherò d'insegnarti a ridere col cuore, oltrechè con gli occhi. Ad aver rispetto per ogni creatura, a non arrenderti quando cadrai seduto tentando i primi passi. A rialzarti dolorante e sorridere a chi riderà di te. A reagire riempiendo spazi che ti sembrano vuoti, specie quando quegli spazi saranno intorno a te. Ad avere una bell'anima, nonostante il mondo intorno. Farò il possibile per farti capire che dovrai scegliere per te, ma anche per chi ami. Cercherò di insegnarti a sorridere anche quando ti ritroverai sotto la pioggia improvvisa e scrosciante degli eventi che non puoi fermare; in quel caso dovrai aprire l'ombrello della pazienza, amore mio. Spero di riuscire a farti capire che l'amore è un diritto di ognuno, ma trattarlo con cura è un dovere. Tenterò di portare bellezza nella tua vita. Così come tu ne hai portato nella mia.
Tanti auguri per il tuo primo mese di vita, vita mia.

9 ott 2013

Fiocco azzurro

 Ciao, sono Alessandro. Detto Piripillo, il figlio di Teresa.

Sono nato venerdì 27 settembre alle 12.46 esatte. 
Alla nascita pesavo 3.540 Kg ed ero lungo 51 cm.
Sono un bimbo robusto, mica un elefante! Le guanciotte paffute che la mamma ha visto una volta con un'eco in 4D sono rimaste.
Ho deciso di rompere le acque alle 3 del mattino. Avevo deciso di nascere.
Proprio quella sera, attorno all'1.00, mamma aveva fatto notare a
papà che sentiva la mia testina dirtta sotto l'ombellico. Infatti mi ero spostato.
Il tempo di organizzarmi un attimo e la mamma ha sentito un 'pum!' nella pancia.
Ha fatto un balzo dal letto e si è ritrovata allagata.
Ha chiamato papà e gli ha detto: "Oh! Ho rotto le acque!"
Queste femmine si prendono sempre il merito.
Fatta una doccia e messe le ultime cose in valigia, mio padre ha chiamato un taxi.
Il tassista era più agitato di loro. Appena ha visto mamma col pancione ha detto: "Uh marò!"
Poi è stato tutto un susseguirsi di "Ma devo correre?", 

"Ma posso correre?", 
"Ma vi sentite male, signò?",
"Ma mica vi danno fastidio gli ammortizzatori?", 

"Vi metto un po' di musica?"
Quando siamo arrivati all'ingresso della clinica ha anche chiesto se doveva aspettare finchè non aprivano la porta o se
poteva andar via. Quando è partito e ha gridato "Auguri!" mamma si è messa a piangere.
Intanto io stavo vedendo già come dovevo fare per uscire. Non era una cosa semplice.
Non sapevo bene come fare, anche se conoscevo la strada. Sono arrivato a spingere finanche col guanciotto, infatti quando sono nato era un po' arrossato. 

Arrivata in clinica mamma è stata portata in sala travaglio, dove è stata
visitata da un'ostetrica di nome Federica e assistita da un'infermiera simpaticissima (Giovanna).
Sono capitato in clinica nell'arco di 48 ore di fuoco. Tutta Napoli era andata a partorire.
Tanto che non c'era posto e si prospettava l'idea di tenere mamma segregata in sala travaglio.
"Io dovrei restare qui tutto il tempo o su una barella e anche dopo? Tutto il tempo posso capirlo, ma dopo no! Se volevo essere trattata come carne da macello andavo al Cardarelli, mica venivo qui!" ha detto mamma.
"Signora, ma non ci sono posti!"
"Non me ne frega un cazzo! Vedete come dovete fare e datemi un letto!"
Insomma, la conoscete mamma no? Sapete com'è fatta.
Le contrazioni erano già iniziate da un po'. Dapprima leggere, poi sempre più forti ma comunque poco ravvicinate tra loro. Il ginecologo di mamma, l'uomo che mi ha fatto nascere, è arrivato alle 6.00 del mattino - mamma lo aveva chiamato già alle 3.00, quando io ho fatto il fattaccio - l'ha visitata di nuovo e ha notato che dopo già tre ore non c'era dilatazione. Siamo stati tutto il tempo sotto monitoraggio, io e mamma.
Ed è stato il ginecologo ad accorgersi che qualcosa non andava. Io provavo a gridarlo da dentro, ma non mi sentiva nessuno. Avevo il cordone attorno al collo con tanto di nodo. Ogni volta che mamma aveva le contrazioni forti io soffrivo e anche il mio cuoricino. Il papà è stato con la mamma tutto il tempo. Le dava forza e le ha infuso coraggio. E' stato davvero bravo. Alle 8.00 del mattino il ginecologo ha deciso definitivamente  per il cesareo. Ha evitato in tutti i modi di farlo perchè sapeva che mamma voleva il parto naturale, ma quando le ha
parlato di 'sospetto cordone attorno al collo', anche mamma si è convinta. 

Siamo entrati in sala operatoria alle 11.45 (mamma tutte queste ora se l'è fatte di travaglio, ma la dilatazione è arrivata solo a un cm e mezzo) e alle 12.46 sono nato io.
L'anestesista - quello che le ha fatto l'epidurale - è stato vicino a mamma tutto il tempo. E quando mi ha visto ha subito detto: "Uà! Che capucchione 'stu criatur! Bello!" 

E' stato lui a dire ai miei nonni e al papà che aspettavano fuori della mia nascita: "E' nato Alessandro. Pesa 3.540 ed è lungo 51 cm. E' bellissimo e sta benissimo."
Allora papà ha chiesto di mamma e il dottore ha detto che anche lei stava bene. E papà ha pianto tanto quando mi ha visto.
Quando sono nato sono stato portato subito vicino alla faccia di mamma e lei mi baciava tutto e non ci ha fatto nemmeno caso che ero tutto sporco.
Poi mi hanno lavato e mi ci hanno portato di nuovo. Il giorno dopo mamma era già in piedi perchè aveva pensato che se si fosse lasciata andare, al nido io non l'avrei sentita vicina. E' scesa ad allattarmi ogni quattro ore e piano piano
abbiamo preso confidenza. Da lunedì siamo a casa tutti e tre e ci stiamo conoscendo. 

Mamma ha già assorbito tutti i miei ritmi. Il papà l'aiuta tanto con il cambio pannolino, coccole ecc.
Io ho solo una settimana, ma da un paio di giorni mi guardo attorno e osservo questo nuovo mondo pieno di colori.
Sono piccolo, ma so che devo ringraziare tanto il ginecologo di mamma. 

Se non fosse stato per la sua lungimiranza, forse, a quest'ora, io non c'ero.

ottobre 09, 2013 - No comments

I supereroi esistono

 Io vorrei conoscerlo il tizio che ha detto che i supereroi non esistono.

Ci vorrei parlare e vorrei chiedergli se, quando l'ha detto, aveva già visto una donna diventare mamma.
Perchè tu, femmina, sai di cosa sto parlando.
 

Acquisisci il super potere vestirti in maniera decente in un terzo di secondo e senza neanche l'ausilio di una cabina telefonica.
Quello di afferrare al volo gli oggetti prima che cadano al suolo.
Diventi capace di muoverti al buio, evitando gli ostacoli.
E se proprio urti il mignolo del piede destro contro una gamba del tavolo, sei ormai diventata capace di bestemmiare e soffrire in silenzio.
Hai preso talmente tanta dimestichezza col pargolo che lo allatti reggendolo col braccio destro e con la mano sinistra fai colazione, pranzo, cena.
Ti lavi pur non sentendo il rumore dell'acqua che scorre, chè se lui si sveglia in un nano secondo sei pulita, asciutta, profumata e pronta a fare la mamma.
Rifai il letto in 3.3 secondi netti. Roba che manco batman quando s'incazza.
Sei capace di lavare i piatti e metterli nello scolatoio senza far rumore, neanche fossero piume.
Dimenticavo poi la capacità d'incenerire con lo sguardo chi ha disturbato il suo sonno. Roba che i raggi laser non sono un cazzo.
I 'posso prenderlo in braccio?' vanno sempre evitati a una neo mamma che ha il piacere di vedere l'inquilino tranquillo nella sua culla. Salvo il desiderio di ricevere un rifiuto o vedere una donna con le antenne in testa.
Riconosci il suo modo di piangere. Parli un buon livello di bambinese.

Con una mano accarezzi il pupo, con l'altra i cagnoni di casa che non vanno trascurati.
Sei capace di vivere un post operatorio (con buona pace dei 'non ti devi stancare' detti dal ginecologo) avendo il pieno comando sui dolori addominali, isolandoli quasi dal resto del corpo.
Dormi con gli occhi aperti - o anche chiusi - quando di notte il pupo si sveglia affamato.
Cambi un pannolino in 5,2 secondi. Comprese coccole qualora il piccolo, piangendo, decidesse di andare oltre i decibel consentiti per legge.
Hai avuto la capacità di "svegliarti" alle 4.00 del mattino, a poche ore dal cesareo, chiamando l'infermiera per dirle di toglierti il catetere: "Mi voglio alzare dal letto." 

"Vengo alle 6.00" 
"Vieni alle 6.00 meno dieci." , oltre ad andare in bagno da sola una volta alzata.
Provi compassione per chi prova compassione per te. Ma, a differenza di prima, eviti di farglielo sapere.
Acquisisci una memoria e una pazienza di cui non ti credevi capace. E le sfoderi ogni giorno, senza neanche ormai rendertene conto.
Tante cose che magari prima avrebbero potuto ferirti o portarti ad imbracciare il fucile, ora sono fumo.
Perchè l'unica aria che vuoi respirare è lui. Lo stesso uomo che, speri, un giorno, non spezzi il cuore di un'altra donna.