domenica 6 febbraio 2011

La parola Amicizia va scritta con la lettera maiuscola

La parola Amicizia va sempre scritta con la lettera maiuscola.
Se non altro per una questione di rispetto.
Venerdì pomeriggio, ore 14.00 circa. Chiamo Roberto. L'Amico che c'è sempre e che ogni volta che saluti ti auguri di rivederlo il prima possibile. Quello che ha riverniciato la moto, che ha inconsapevolmente dato il titolo a questo blog mesi fa, quando ancora neanche la sottoscritta sapeva che un giorno sarebbe stato aperto. Quello che poco fa, prima di partire, ha sacrificato un'ora del suo tempo per fare una modifica alla mia macchina. Quello che ogni volta che è a casa mia mi fa trovare il caffè pronto la mattina. Quello che pur avendo dormito solo un paio d'ore, quella mattina di settembre, ci raggiunse per accompagnarci a vedere casa.
Quello che abita oltre il Garigliano e che a quest'ora è in macchina, verso casa.

«Roby...»
«Terry! Ma che fate, questo fine settimana venite? Tieni presente però che il tempo qui è stato una schifezza e lo è anche adesso...»
«Mah, Rò non lo so perchè c'è Toro seduto che non si è sentito molto bene negli ultimi due giorni. Non è che vuoi scendere tu?»
«Ho un raffreddore da cavallo. Se domani mi sento meglio vengo volentieri. Lo dico anche a Silvia che mi disse che voleva venire anche lei la prossima volta che sarei sceso.»
«Bene! Ma se vieni parti domani, giusto?»
«Sicuro. Mò devo andare a lavorare in clinica e stacco tardi.»

Sabato mattina, ore 13.00 circa.
«Roby! Allora come ti senti? Vieni?»
«Mi sono imbottito di Vicks. Non posso dire di no. Parto in macchina verso le 17.00. Silvia non viene perchè non sa a chi lasciare Teti. Tu hai i gatti e non è il caso di creare eventuale scompiglio. Vedi che forse scende anche Luigi a Napoli, che è venuto Patrick da Miami...»
«Uà, 'na folla! Bello! Quando siete arrivati chiamami che vi vengo a prendere.»
Ore 19.00 circa. Arrivo dei due pazzi e del medico americano a casa mia.

Risate.
Pizza.
Dolci comprati in moto dal compagno e da Roby che hanno sfidato il traffico e la coda in pasticceria.
Limoncello.
Aria di felicità.
Luigi e Patrick - che ho conosciuto solo ieri sera, ma già mi manca - ripartono per Formia.
Roberto, il mio compagno ed io c'incamminiamo verso il centro storico by night con i miei cagnoni. Felici e scodinzolanti. Tra un caffè e una battuta manca un'ora all'alba.
Si trona a casa, si dorme un discreto numero di ore.
Stamattina: caffè e sfogliatella.
Passeggiata fino a piazza Plebiscito in una giornata che sembrava l'inizio della Primavera.
Nell'aria c'era entusiasmo anche per le piccole cose. Almeno da parte nostra.
Alle 16 siamo tornati a casa e da pochi minuti ho salutato quel motociclista pazzo, che ha per mezzo un ramarro verde.

Silvia fisicamente non c'era, ma con la testa eravamo tutti anche in sua compagnia.


Come l'estate scorsa durante le scorazzate sulle moto, le passeggiate a piedi a Castellone. Come quella sera, al porto di Gaeta. Come quando li ho salutati piangendo il 26 settembre scorso. Con la paura che la quotidianità ci avrebbe allontanati.



La parola Amicizia va sempre scritta con la lettera maiuscola. Se non altro per una questione di rispetto. E adesso che ho un altro ricordo da aggiungere all'album sto bene. Anche perchè mi sono ricordata di essere felice.


Roberto, Silvia, Luigi, Patrick, Ciro ed io. :)

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2 commenti:

utente anonimo ha detto...

Amicizia è una di quelle parole di cui si abusa così tanto che se ne è quasi perso il reale significato. Per dire l'esempio più eclatante, con amico viene indicato un qualsiasi contatto di Facebook.
Indicare la parola 'Amico' e le sue declinazioni con la 'A' maiuscola come hai fatto tu è già un buon inizio per capire che si parla di persone che occupano un posto speciale nella nostra vita, (per)ché condividono un pezzo di noi, della nostra anima, del nostro cuore.

Raf

lepetitepeste ha detto...

Ti voglio bene, Raf.

 
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