mercoledì 8 giugno 2011

Levane tacco e cresta e vedi che ne resta

Voglio raccontarvi una storia. I protagonisti sono un ragazzo e una ragazza che, per comodità, chiameremo Pinco e Pallina.

Pinco è un mio caro amico. Il migliore, diciamolo. E' uno brillante, simpatico, di quelli che vorresti sempre incontrare nella vita. Specie quando devi dare una mano di vernice alle pareti o quando la moto ti lascia in panne. Ha un buon bagaglio culturale e lo sguardo dolce come il miele.

Pallina l'ho vista sì e no due volte, ma in entrambi gli episodi mi ha dato l'impressione della versione cafona di femme fatal. Tutta acchittata, anche sul posto di lavoro. Ingioiellata di bijotteria, truccatissima nonostante il sole cocente e vestita di tutto punto. Tacchi compresi.

Pinco e pallina s'incontrano. O meglio: è Pinco che incontra Pallina e gli piace quasi subito. A lui è sempre piaciuto quel genere di femmina tipo barbie, ma come sappiamo, ognuno c'ha i problemi suoi. Dopo un po' di chiacchiere e un lungo periodo in cui Pinco non riusciva a rendersi conto se anche Pallina nutriva dell'interesse nei suoi confronti, nonostante lei gli parlasse continuamente del suo ex, solo del suo ex e nient'altro che del suo ex, me la fa conoscere. Lei gli chiede se gli va di raggiungerla in un Pub, una sera di novembre e lui lo fa. Ma si porta dietro la testimone oculare. Io. Serata riassunta: Pinco ed io con un bicchiere di succo di frutta in mano, fuori il locale, e Pallina che saltava da un punto all'altro della sala interna o esterna. Lì dov'era il suo ex.


«Pinco, ma non è che stiamo facendo la figura degli imbecilli?» , gli chiesi dubbiosa mentre tutti ci guardavano. Noi, statue infreddolite con in mano bicchieri di plastica.
«Ma no, ma no. Bevi il succo, tiè!», mi rassicurò lui aggiungendo che tanto lì non ci conosceva nessuno.

La serata trascorse lentamente, lentissimamente. Ogni minuto era una conquista, ogni sorso di succo d'ananas che mi bagnava la gola rappresentava il tempo che mi scivolava addosso e la distanza spazio temporale che c'era tra me e tante altre ragazze lì presenti, tutte fresche di parrucchiere, tacco a spillo e culo al vento nonostante il freddo gelido. Gli ultimi venti minuti Pallina si ricordò di noi e ci raggiunse fuori, cominciando un'interessantissima chiacchierata sulla sua situazione lavorativa da precaria. Fu un susseguirsi di conti matematici durante i quali Pallina, col nostro supporto morale e anche quello del V rum che sorseggiava in sequenza ad altri 4 ormai finiti nei meandri della sua materia celebrale, si chiedeva se nella sua vita ci sarebbe stata mai una pensione. La serata si concluse e durante il viaggio di ritorno Pinco mi chiese cosa pensavo della gentil pulzella.


«Ma guarda...non è male.»
«Non ti piace.»
«No, ho detto che non è male.»
«Appunto. Non ti piace.»

Trascorre il tempo (quasi un anno) e i due continuano ad incrociarsi sul luogo di lavoro. Intanto per lei l'ex diventa un ricordo, almeno in apparenza, e finalmente Pinco si decide a chiederle di uscire. Loro, da soli. Lei accetta e i giovincelli iniziano a frequentarsi. Vanno a pranzo insieme, in montagna, a cena, al cinema, a casa di un amico comune. E non succede una beneamata cippa, se non qualche bacetto e una maniatella interrotta dalla donzella tutta occhioni e occhiolini, ma pochi fatti. I due si sentono quasi ogni giorno fino al momento cruciale: il fine settimana insieme, da un amico di Pinco, anche mio conoscente. Lui è partito come un avanguardista, con lo sguardo simile a quello di un cavaliere crociato, al grido: "Se non me la trombo in tre giorni, quando torno, sputami in faccia!" Da parte mia silenzio. Solo speranza. Per non sembrare l'amica apprensiva e appiccicosa non ho chiamato manco 'na volta, durante il week end galeotto che i due stavano trascorrendo tra mare, cibarie e (si sperava!) gemiti vari. Ho atteso il suo ritorno come una madre. Preoccupata, curiosa, ma mai impicciona. Una mamma un po' fuori dal comune, comunque. Lui torna e mi chiama il giorno dopo. Con voce squillante mi dice che è stato un fine settimana splendido, che si è divertito tanto, che si è rilassato e che finalmente è pronto a riprendere il tran tran quitidiano. Ma non arriva al punto, tergiversa. C'arrivo io, com'è mia caratteristica:

«Dimmi solo 'na cosa. Te la sei fatta?»
«No, cazzo!»
«Ma come no?!»
«La prima sera lei m'è zompata addosso. Sembrava una furia, un'assatanata! E io che pensavo evvai, stasera si pompa! Poi a un certo punto lei si ferma, praticamente sul più bello, e mi dice che non se la sente, che io non sono un tipo da una botta e via, che sono un bravo ragazzo col quale varrebbe la pena farsi una storia seria e che lei avrebbe pudore nei miei confronti vedendomi poi a lavoro, dopo una notte di sesso.»
«Scusa, ma tu che le hai detto?»
«Che se voleva il giorno dopo manco l'avrei salutata...»
«E lei niente?»
«No, niente. M'ha fatto andà a dormì col mal di capa! La sera dopo niente, ognuno ha dormito per fatti suoi. L'ultima sera la scena s'è ripetuta. Mi sono accostato a lei da dietro, mentre era su un fianco. E praticamente gliel'ho poggiato.»
«Ma dove?»
«Mi sembrava il culo.»
«Conoscendoti erano i reni...comunque?»
«Embè lei s'è girata e m'è salita 'naltra volta addosso. Pareva 'na jatta, c'aveva uno sguardo che ti faceva proprio venire voglia!»
«E poi?»
«E poi ha ricominciato ancora con la stessa tiritera della storia seria, che io sono un bravo ragazzo eccetera. Ed è scesa. M'ha fatto alzà la bandiera e poi un mal di palle che non ti dico.»
«Ma scusa lei non ha minimamente considerato il tuo punto di vista? T'ha detto che non se la sente d'impegnarsi, ok. Ma non ti ha chiesto se te la senti tu, da quel che m'hai detto. E allò se non sa manco che cazzo vuole, che t'ha cercato affà tutto 'sto tempo?»
«Guarda non lo so. Non è un fatto economico perchè varie volte ha insistito per pagare lei, quindi non è una scroccona. Non s'è trattato di questo. Secondo te, tu che sei donna (abbè, donna mò...), perchè s'è comportata così? Tu quando hai iniziato un atto, l'hai sempre portato a termine o anche tu l'hai stoppato sul più bello qualche volta?»
«A me non è mai successo. Quando ho iniziato, ho concluso. Perchè se ho iniziato ho anche pensato che ne valeva la pena...»
«Ecco, vedi? Oggi a lavoro il gelo. Freddura, soprattutto da parte mia.»
«Comunque non so che dirti, veramente. Però mò te lo posso dire che a me non è mai piaciuta molto...»
«Lo sapevo già, ma il dubbio resta.»
[...]

Sondaggio: perchè secondo voi Pallina s'è comportata in questo modo? Io anche se sono femmina non c'arrivo, veramente.
Secondo: c'avete mica un'amica sui 30 anni, carina, da poter presentare a Pinco? Garantisco io per lui! Non c'ho mai trombato nè mai accadrà, ma da quel che ho saputo rende.
Dimenticavo: possibilmente che sia una persona consapevole di ciò che fa e che, soprattutto, non pensi per due.

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20 commenti:

utente anonimo ha detto...

Fagli ascoltare questa e capirà! ;))) Andrebbe insegnata nella scuole!!!!

"Ehi, guardate un po' chi si rivede.
Hue ciao ragazzi.
Hai la faccia di legno, dove cazzo eri finito?
Ma no, niente, e' che c' ho un' esame in ballo e poi non sono stato molto bene.
Dicci cosa hai avuto di preciso.
Mah, mi ha detto il medico che ho le papille - Eh? - gustative interrotte, no, poi ci ho il gomito -Cosa? - che fa contatto con il piede .... no no e' che ho delle storiacce con la tipa...
Ah !! Lei ti ha dato il due di picche ?

Ma no , che cosa dite? Lei mi e' molto affezzionata, solo che -uhh-ha delle storie col suo tipo che la rendono infelice, e siccome a lei ci tengo piu' che a me, ho parlato al suo ragazzo e l' ho convinto a ritornare da lei...
Ma non starai mica piangendo?
No, e' che mi e' andata una bruschetta nell'occhio.

L'occhio spento e il viso di cemento, lei e' il mio piccione io il suo monumento."

 

Pelù

melissamambrini ha detto...

Dalle mie parti una così viene educatamente chiamata "rizzacazzi" perdona il bon ton ma se tieni a Pinco digli che Pallina non fa per lui, anzi non fa proprio per il genere maschile!
Ma invece com'è che queste tipe fanno innamorare sempre i meglio ragazzi? (anch'io ho avuto esperienze con amici carissimi che si so ritrovati co ste sanguisughe addosso... mah!)

lepetitepeste ha detto...

Pelù gliela farò leggere sicuro! E' troppo bellina!

Meli: già abbondantemente detto, confermato e sottoscritto.

Ferrettino ha detto...

La tizia è da evitare come la peste, però un po' comprendo il tuo amico. Chissà che scatta in noi per invaghirci di queste tizie problematiche...
In ogni caso, la freddezza di lei, mi ha fatto pensare che voleva farlo e avrebbe ceduto dietro insintenza. Il fatto è , almeno per come sono fatto io, che chiedere non è mai bello. Posso farlo una volta, ma se ricevo una risposta negativa, non sto lì ad insistere. Inutile perdere tempo.
Ho sempre detestato quelle che dicono no per dire si, si per dire no e forse, che non sai mai bene se è più vicino ad un'affermazione o a una negazione.
Quand'ero più giovane stavo lì a pensarci e mi arrovellavo. Da qualche anno me ne frego bellamente. A volte mi basta solo un incontro per pensare a quel che potrebbe esserci/ non esserci e lasciar perdere. Per me il finale non deve essere l'andare a letto assieme, ma il frequentare una persona con cui stare bene e condividere. Mi è capitato di conoscere una ragazza uscita di fresco da una storia. A me interessava conoscerla e frequentarla tranquillamente: una passeggiata, un pranzo, una cena ... conoscersi appunto. Glielo ho fatto presente e , ta da, si è allontanata. Vabbè, non doveva essere. Non è l'ultima con cui sono uscito, ma quella che mi attirava maggiormente. Il problema era che io volevo serietà e lei, uscita da una convivenza, probabilmente cercava altro.
Non che non potessi darglielo ( quel che cercava) ma sarebbe arrivato, in caso, nei tempi debiti.
La qualità della mia vita non dipende da quante donne ho fatto divertire solo per un paio d'ore. Che noia, se non lo si fa per lavoro.
Il tuo amico troverà una persona con cui condividere parte della sua vita. Se vuole condividerla. Altrimenti, se è solo ginnastica, non è difficile scovare una compagna di allenamento.
Comunque nel suo viaggio non è solo.

lepetitepeste ha detto...

Ferre: la penso esattamente come te, sai? Su tutto. Le voleva essere pregata, anche perchè è la tipa appariscente abituata ad avere la schiera di corteggiatori ansimanti alle caviglie. Ma Pinco, per sua fortuna, non è così. E in varie occasioni l'ha pure smontata calpestandone ego e orgoglio, salvaguardando il suo. Comunque conoscere una persona è una bella cosa. Ti permette di confrontarti, di metterti in discussione. Appunto, condivere.

Ferrettino ha detto...

In tema di condivisioni, godiamoci questa breve Farewell Ballad

utente anonimo ha detto...

Risposta breve: "Non era neppure lei sicura di ciò che volesse." (niente doppi sensi, siamo sc-sc-scientifici (cit.))
Risposta più ragionata: lei ha fatto così perché pensa di essere vista dagli altri come "la stronza" della situazione, e arrivati al dunque, riconoscendo che l'altro non è uno "stronzo" come lei pensa di essere vista/pensa di essere (e probabilmente lo è) viene colta da crisi di coscienza subitanea ed evita possibili tarantelle future a lui ma, soprattutto, eventuali incartamenti futuri a lei.

Raf

lepetitepeste ha detto...

Raf: apprezzo l'analisi, ma hai per caso mangiato pesante?

utente anonimo ha detto...

Racconto molto divertente !

@ Melissamambrini:
Invece, dalle mie parti, viene chiamata "smosciacazzi" !
;-)

Teo Wolfe

lepetitepeste ha detto...

Teo Wolfe scusa, ma tu un blog noccelai per fart leggere?

utente anonimo ha detto...

No.
Sono un .........  Blogger Errante.

Teo Wolfe

lepetitepeste ha detto...

Uh.

kirby ha detto...

io c'èl ho un amica per lui ma una in cambio per meeee ? :-P

fabio2003 ha detto...

sei troppo carina tu ..... se hai voglia tempo ed interesse di raccontare 'ste cose!!! un bacio!!!

lepetitepeste ha detto...

kirby: ok, descrivi il tipo.

fabio2003: per Pinco questo ed altro.

utente anonimo ha detto...

No, Terry. Lo "sc..sc..scientifico" è tratto dal personaggio di Vittorio Gassman nel cinebrivido "I soliti ignoti" :)

Raf

lepetitepeste ha detto...

Raf: la mia è beata dimentignoranza.

PietroFratta ha detto...

Mah, stupida dimostrazione di potere, forse?
Povero uomo...

lepetitepeste ha detto...

PietroFratta: no, povera lei che è un'imbecille.

PietroFratta ha detto...

Povera lei che è un'imbecille e povero lui (ingiustamente) che l'ha conosciuta :)
La prima povertà è difficilmente risolvibile; la seconda magari è già stata risolta...

 
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