giovedì 12 maggio 2011

Mio padre e il problema della munnezza

Quello che voi non sapete è che mio padre lavora in un'impresa di pulizie al centro direzionale di Napoli. Vabbè, detta così sembra che chissà quale ruolo di prestigio ha, chissà quali ardui compiti deve svolgere ogni giorno...Nulla di tutto questo. Pulisce i cessi e spinge i carrellini pieni di detersivi che vedete anche voi ai centri commerciali quando sono in prossimità dell'orario di chiusura. E' caposquadra, comunque.  Mica sticazzi!

Quello che sapete è che Napoli è piena di munnezza. Tanta munnezza. Tonnellate di munnezza. Ovunque ti giri c'è munnezza, ovunque guardi c'è munnezza. Le sacchette ti salutano e le blatte vanno ormai a prendere il caffè al bar. Le zoccole si fanno vedere ancora di notte, per ora. Quando si faranno vedere anche di giorno e capiranno che sono più loro che noi bipedi, saremo veramente fottuti.

Comunque, com'è già capitato in passato, avevo bisogno dei sacchetti della munnezza da tenere in casa. Ma non sacchetti normali. Sacconi! Si, perchè nella mia cucina c'è il bidone d'alluminio alto più o meno 80 cm del quale m'innamorai a piazza Mercato qualche anno fa. Ha il coperchio col manico e conferma il mio gusto trash per le cose. Ho chiesto a mio padre di procurarmi anche questa volta i sacconi, che stanno per finire.


«Papà senti non è che puoi fare una magagna delle tue e fai sparire un pacco di sacconi per la munnezza? Quelli che m'hai dato tempo fa stanno finendo...»
«No Terè, questa volta non credo che posso. I capi sono cambiati e mò ci guardano a vista. Un pacco di sacconi so' capaci di farmelo pagare 10 volte tanto...»
«E io mò come faccio?»
«Forse potresti comprarli?»
«Eh, ma mi scoccio di andare in giro a vedere chi ha quelli idonei. O ce li hanno di 10 cm più bassi o di 10 cm più alti e nel bidone non entrano bene. Sai quanto ci tengo all'estetica, anche con la munnezza...»
Mio padre si rompe il cazzo e risponde: «Sient' Terè, fai una cosa. Io sono passato con la macchina giù al Museo, vicino casa tua. E ho visto qualche saccone molto somigliate a quelli che ti procuravo io. Va' llà, svacanta e porta a casa.»

Grazie papà.

Mio padre e il problema della munnezza


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11 commenti:

Ferrettino ha detto...

Bello il bidone di alluminio. Mi è sempre piaciuto.
:-)

lepetitepeste ha detto...

Io lo adoro.

Chocolady ha detto...

Adoro quest'uomo! *___*

utente anonimo ha detto...

Che uomo pratico! Ora mi spiego alcune cose, Terè :)

Raf

Mary_Read ha detto...

teresa, me la traduci esattamente l'ultima?
scusa...
nina

lepetitepeste ha detto...

Chocolady: se capiti a Napoli te lo presento. In mezzo alle mani ha i calli, ma come racconta le barzellette lui...

Raf: ci sono molti aspetti di me che ho assorbito da mio padre. Innanzitutto la praticità e l'iperattività. Anche lui non riesce a star senza far niente più di un minuto. A meno chè non si tratti di stravaccarsi sul letto 'na mez'ora.

Mary_Read: subito! Voce del verbo svacantare (lingua napoletana), prima persona singolare. Traduzione: recati in loco, svuota il sacco maleodorante di plastica da tutto il suo contenuto e portalo al tuo domicilio per riutilizzarlo.

volatutto ha detto...

Questo post mi garba, anche questo posto, inteso come blog.
Garba voce del verbo garbare= piacere (x Firenze e dintorni. Ma nelle mie vene scorre anche sangue campano, della prov. di Salerno)

albagor ha detto...

che genio tuo padre, lo amo troppo *_*

lepetitepeste ha detto...

volatutto: grazie. 

albagor: eh si. E' un genio. Dovresti vederlo quando parla coi testimoni di geova...Diventa il mio orgoglio.

utente anonimo ha detto...

Tuo padre è un genio !

..... e tu sei di una intelligenza e simpatia uniche !

Teo Wolfe

lepetitepeste ha detto...

Teo Wolfe: grazie! Torna a leggermi quando vuoi. Io intanto digerisco la pizza di patane di mamma'!

 
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