giovedì 27 ottobre 2011

I can change! (La ruota della macchina)

Premessa

Sapete quando uno sta facendo una cosa pericolosa e poi all'improvviso esce dalla stanza dove è accaduto un danno irreparabile (chessò: è zompata la corrente provocando un principio d'incendio, è crollato il soffitto, i muri hanno iniziato a parlare) e con le braccia ben'in vista, magari i vestiti strappati e un paio di smorfie di autocompiacimento grida: «Sto bene! Sto bene!» e avanza orgoglioso verso la folla? Ecco, così.
Sto bene. Il braccio non mi sta dando problemi e il mio voto a sant'aulin ha sortito il suo effetto. Ok, premessa fatta. Passiamo appresso.

L'altra mattina

Girovagavo in macchina (che la moto non l'ho presa perchè pioveva a zeffunno) lungo la via Appia quando...

No, aspettate, la rifaccio.

Bestemmiavo nel traffico ogni santo, che l'Appia quando piove diventa un macello quasi peggio di Napoli voragini a parte, quando sento nitidamente un "fffssshhhhhh" preoccupante, provenire dal lato anteriore destro della macchina. Fortunatamente mai come l'altro giorno non mi sono incaponita e ho accostato appena ho potuto costatando che il mio sospetto era fondato. La carrozza aveva forato. Mò vai trovando chi stronzo ha lasciato cadere un pezzo di vetro, un chiodo, un coso qualsiasi sull'asfalto. Quando capita qualcosa di seccante succede sempre che bisogna trovare un capro espiatorio, anche immaginario, col quale fare cerebralmente a cazzotti da quì all'eternità. Scesa dall'auto, infradiciata dall'acqua già nell'arco dei primi cinque minuti, ho fissato quella gomma bucata per un po', quasi come un requiem. Come se avessi voluto dirle addìo. Fatto il funerale a quella ruota di merda, ho preso coraggio, e mi sono messa all'opera. Cambiare la gomma bucata è stata la prima cosa che mi ha insegnato Giggino perchè "si è 'na cos' non lo devi prendere in culo." (Parole sue). Stavo accovacciata davanti all'infausta morte della gomma floscia con tutto quello che mi serviva accanto, le mani nere e la faccia bagnata quando vedo una macchina uscire dalla fila trafficosa, approfittare di un po' di spazio dietro per un pizzico di retromarcia e accostare davanti alla mia. Dall'auto sospetta scende un uomo sui 35 anni , camicia stirata, jeans puliti e fede ben visibile. Lì per lì faccio finta di niente, visto che il tizio poteva anche essersi fermato per i cazzi suoi, ma non nascondo che ho messo in dubbio le sue capacità cognitive vista la manovra che ha fatto. Si avvicina e standosene a un paio di centimetri da me, ma in piedi (cioè, voi dovete immaginare la scena: io accovacciata co' sta ruota bucata davanti e lui vicinissimo ma in posizione eretta. Non vi fa venire in mente niente?) chiede:
«Ti ho vista dallo specchietto. Serve aiuto?»
Senza neanche girarmi, poichè sarebbe stato piuttosto imbarazzante ritrovarmi faccia a faccia col cavallo dei suoi pantaloni, rispondo: «No, grazie. So farlo da sola.»
E mi accingo a togliere i cosi che bloccano la ruota, che mò non mi ricordo come si chiamano, stando attenta a dove li metto perchè se ne perdi un paio devi creare il pezzotto altrimenti la ruota potrebbe scappare.
Il tipo vede che non ho difficoltà, ma insiste: «Ma dai, ti aiuto. Se lo facciamo insieme è meglio no?»
«No.»
«Ma ti sei svegliata col piede storto stamattina?»
«Semmai alzata...»
«Eh, si. Quello.»
«No.»
«E allora?»
«E allora che?»
«Perchè non vuoi che ti dia una mano, scusa? Del resto sei una femmina. Se non ti aiuto ci passi la giornata.»
«Ma non vedi che sono già a tre quarti del lavoro? E poi scusa, col fatto che sono una femmina non sono capace di cambiare una gomma bucata? O magari tu che sei maschio sei in grado di farlo meglio? Sono tutte stronzate (tutto ciò mentre continuavo a lavorare senza guardarlo neanche in "faccia" che altrimenti avrei visto un paio di jeans e nient'altro.) e chi vi ha fatto crescere con queste convinzioni dev'essere buttato sotto la 95ma barrata. Vi affidate ai luoghi comuni, vivete per convenzioni. Per tua informazione io so usare il trapano, il seghetto alternativo, so fare lavori d'idraulica, so verniciare, cucire e cucinare. E non necessito dell'aiuto di nessuno, soprattutto se non è richiesto.»
Mentre chiacchieravo autocelebrandomi, lo stronzo s'è accasciato vicino a me e fissava le mie mani sporche. Dev'essere stato un gesto di un secondo perchè non me ne sono neanche accorta quando ha rubato da terra i cosi che dovevo rimontare per tenere la ruota ferma.
Ho preso a girare attorno alla macchina con lo sguardo puntato per terra, cercandoli.
«Cerchi qualcosa?»
«I cosi.»
«Che cosa?»
«I cosi!»
«Ma che cosa?»
«Ma t'e faje e cazz' tuoje?!»
Stavo impazzendo, veramente. Sarò rimasta a contemplare il vuoto (per essere precisi il punto in cui avevo poggiato a terra i cosi, quasi a sperare di vederli comparire dal nulla all'improvviso) per cinque o sei minuti buoni. Poi, a un certo punto, l'illuminazione: «Mò sai che c'è? Svito un coso da ogni ruota, tanto con tre si può camminare così ne recupero altri tre da montare sulla ruota cambiata. Si, si. Mò faccio così.»
Il tizio sbianca e lascia cadere le braccia lungo il corpo. Poco dopo, con l'espressione di chi ha perso e s'è rassegnato all'averlo preso tutto d'un botto dolorosamente, mi apre la mano davanti e me li passa.
«Li ho presi da terra e manco te ne sei accorta. Volevo dimostrarti che c'è sempre bisogno dell'aiuto di qualcuno. Soprattutto di un uomo quando si tratta di motori e simili, ma mi sbagliavo. Hai trovato una soluzione alla quale non avevo neanche mai pensato...»
«E' normal'! - esclamo interrompendolo - Io sono napoletana. Tu no.»
Rimonto tutto, metto a posto e quel maronna continua a fissarmi in modo imbarazzante.
Credevo stesse per sentirsi male avendo visto sgretolarsi tutte le sue convinzioni del cazzo in un'oretta scarsa.
Poi, invece, prende coraggio e se n'esce con la frase più stupida che si possa dire ad una donna: «Ok, è stato un piacere conoscerti. Allora l'ho memorizzato il tuo numero di telefono...»
Mò la tattica avrebbe voluto che io gli dicessi che non gli avevo dato nessun numero e lui si sarebbe sentito autorizzato a chiederlo.
Nel frattempo avevo già fatto il giro dell'abitacolo e me ne stavo con la portiera aperta a contemplare cotanto scempio umano. Approfitto della palese demenza guardando alle sue spalle, sgranando gli occhi e tappandomi la bocca ispirante con la mano, facendogli credere che chissà cosa stava succedendo mentre lui faceva il mollicone.
D'istinto il tizio si gira, io rimonto in macchina, infizzo la prima e lo lascio lì sul ciglio della strada. Il coraggio di guardare la sua immagine allontanarsi dallo specchietto non l'ho avuto, vigliaccamente.

Comunque ho deciso di prendere il brevetto di guida veloce.

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6 commenti:

Chocolady ha detto...

Sei meravigliosa!
I cosi... bulloni... sono i migliori amici di una donna, specie quando buca ;)

jeneregretterien ha detto...

e i bullini restano al palo eheheheh
'a vulevo verè 'a faccia c'a fatto :-DDDDD

utente anonimo ha detto...

Poverino !

..... se, prima, avesse chiesto a me... gli avrei detto : .... " Non andare a Napoli, .. che rischi di incontrare Terè !!!  ..... è meglio se vai alle Cinque Terre,..... almeno incontri solo il Diluvio Universale ! ".


Teo Wolfe

albagor ha detto...

Beh anche io sono fortemente misogino. Tere', tu sai usare tutte queste cose e hai un culo da favola... ma quante donne sai potrebbero dire lo stesso?

E non ho chiesto "sì, ce ne sono donne" ma "Quante sono?"

E comunque mi metti sempr eil buonumore con le tue storie anche romane

utente anonimo ha detto...

Ha chiamato il 1960. Chiede a quel tizio di restituirgli azioni, modo di ragionare e frasi da abbordaggio -.-"

Ammiro la tua reazione Terè, o meglio la tua non-reazione: se lo avessi sfanculato apertamente quello non per niente avrebbe immaginato che in fondo in fondo avevi mostrato interesse, quindi "ce ne volevi".

Raf

lepetitepeste ha detto...

Choco:

jeneregretterien: però un pochino mi ha fatto pena, lo sai?

Theo Wolfe: non scrivere come se fossi un pericolo pubblico! L agente ci legge, poi chiossape che si pensa...

albagor:

Raf: e poi dicono che non esistono più gli uomini di una volta...

 
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