domenica 14 agosto 2011

La macchinetta che fa i complotti

In questo momento la più forte sensazione è il rimpianto.
Rimpiango di non aver avuto modo di filmarlo con l'iphone, di non aver quindi piazzato il contenuto su youtube e di non aver mostrato al mondo quanta segatura di capa gloriosa c'è a Napoli.

Giusto perchè dobbiamo ammazzare il tempo domenicale, pre ferragostano, caldo, pigro, guallerotico e anche quello che deve trascorrere prima di pubblicare i risultati del sondaggio, volevo dire che io sto a Napoli e che me la sto veramente godendo, la città.
E' bella, solitaria, assolata, silenziosamente assordante.
Sembra una signora pigra che sta alle terme e non ha nessuna fretta di uscirne.

Ieri sera decidiamo che vogliamo andare a mangiare fuori. Perchè una bella cenetta a base di mozzarella e pummarole ce la meritavamo; perchè essere serviti e riveriti è bello, ma è ancora più bello quando coi camerieri ci fai amicizia, li chiami per nome, chiudi con loro e prendete il caffè insieme, e anche perchè la salumeria di fiducia è in ferie e abbiamo esaurito le provviste che c'erano in casa. Usciamo, bivacchiamo per il centro storico (neanche tanto deserto, la verità?) e pensiamo che forse era giusto prelevare qualcosa. Un tizio occupa la macchinetta elettronica sputasoldi e intanto sbatte i cazzotti sulla scritta luminosa gialla che sta in alto.
Cicciobombolone ed io guardiamo la scena e capiamo subito di essere arrivati a teatro, senza passare a pagare il biglietto.

Il tipo parla con la macchinetta: «Eh. Te l'agg' dat' a cart', mò che bbuò?»
La macchinetta gli chiede il codice PIN. Lui risponde: «Mammt'!»
La macchinetta gli dice che l'operazione è in corso. Lui: «Pat't!»
La macchinetta gli chiede cosa intende fare. Se prelevare, effettuare una lista movimenti, un saldo o altro: «Non ho capito che cazz' vuò? T'ho dato la carta, t'agg dat' o pinnechitestramuort, mò e sold me bbuò rà?»
La macchinetta insiste, ferma nella sua richiesta digitale.
Il tizio insiste a sua volta: «Allora nun ce simm' capit?! Mi devi dare i sordi! Quelli so' i sordi miei, mm'occ a chella bucchin' e mammt'! Nossonosordituoi! Dammeli!»
La macchinetta, stanca di aspettare, gli dice che il tempo a sua disposizione è finito e che deve ritirare la carta.
Lui ha una reazione brusca, quasi violenta. Come se si fosse sentito tradito comincia a prenderla a calci, bestemmiandole i morti. Ma non si arrende. Quando la macchina lo invita a reinserire la carta lui lo fa, ma l'avverte: «Si stavota nun me daje e sord te scass, quant'è veroddio, capì?! Quassopra ci sta il mio stipentio! Cistanno tremilaeuri e tu nottelitevitenere, bucchina!»
Si ripete ovviamente la stessa scena già vista. La macchina chiede il PIN all'avventore, lui lo digita imprecando cristi e madonne, la macchina gli chiede cosa vuol fare e lui non si capacita del fatto che non gli ha ancora sputato fuori i suoi soldi. A questo punto, la liberatoria frase clou: «Mannagg' a chella maronna 'nfam! Io agg' semp' fatt' e rapin', mò aggia a ve a che ffà cu sti strunzat! Ma vir' che tarantell'!»

Ormai io ero con le lacrime gli occhi, veramente. Il tizio si accorge improvvisamente di essere osservato e si avvicina a noi con aria furtiva e sospettosa. Poi chiede a cicciobombo: «Sentit' dottò, vuje che tenete la faccia intelligente [] mi sapete dicere comm' sfaccimm' aggia fa a piglià e sord a ccangopp?! Ci sta lo stipetio mio, qquassopra! Ci stanno cinquemilaeuri (ma non erano tremila?) e io aggia campà, mi servono!»
Il compagno, diplomaticamente: «Ma guardi, sarà un disservizio dovuto ad un sovraccarico della rete...Provi più tardi...» Il tizio lo guarda con la faccia schifata, come se quelle parole fossero state, in realtà, una serie di insulti alla sorella nata da padre magrebino. Intanto però gli dice che sì, riproverà più tardi, ma altrove. Perchè: «...Quell'è la macchinetta che nommivuole dare i soldi, se li vuole tenere lei, perchè è una stronza e fa i complotti per non darmi i miei ottomilaeuri



Share/Bookmark

8 commenti:

utente anonimo ha detto...

Per me era lo stesso tizio dell'altra volta. C'è più di una somiglianza...

Almeno non ha chiesto direttamente al tuo compagno di provare: non oso immaginare la scenetta (o meglio, la immagino ma non rimango serio) nel momento in cui fosse riuscito a sventare il complotto (probabilmente seguendo le istruzioni a video, senza comandi vocali sulle mamme di chi ha progettato e costruito l'arnese :) ).

Raf

lepetitepeste ha detto...

Raf: ti assicuro che si tratta di due persone diverse. In verità gli ha anche chiesto di provare, ma Ciccio s'è rifiutato dicendogli, giustamente, che avrebbe dovuto leggere il codice PIN e che non sarebbe stata una cosa regolare.

utente anonimo ha detto...

Da questo impareggiabile racconto deduco inequivocabilmente cinque cose:

1 - Chi, nel sondaggio, ha scritto che il rapinatore dell'altra volta era Ciccio,... ha sbagliato di grosso !

2 - Ciccio è nato a Bressanone.

3 - In queste ore estive, durante le quali banche e borse sono chiuse, c'è stato il default mondiale e l'inflazione galoppa al 10.000 %  !!!!

4 - Tu fingi di essere Teresa,... ma in realtà sei La Signora in Giallo,... perchè dovunque tu vada si materializzano intorno a te crimini e criminali.

5 - Devi essere assolutamente tu a scrivere il nuovo "Carosello Napoletano" del terzo millennio ! .... e lo devi fare assolutamente !!!


Teo Wolfe

aiina ha detto...

hehehe sono arrivata in teatro senza pagare il biglietto d'ingresso !?!?!?! (anch'io)

Nientemale come primo approccio hehehe

a rileggerci!!!
ciao e buon ferragosto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

carminestyle ha detto...

Sono di Napoli. Vedo scene simili tutti i giorni. Ma ancora non mi sono abituato. E' una cosa incredibile come il disagio sociale diventi improvvisamente cabaret e varietà a Napoli.


Carmine

utente anonimo ha detto...

Però, c'scuorno! 'O putiv'aiuta'chilllu povero maronn'a pija 'e diecimila euri c'ten'ncopp'a banca! ahahahahahh
(Choco, disconnessa, in tutti i sensi...)

micheleilprincipenero ha detto...

No dai è stupenda!

Da morir dal ridere, ahahahah

Ciaoooooooooooo

Simonedejenet ha detto...

Guarda, a costo di organizzare una colletta per l'iphone, a costo di organizzarne una a settimana per ricomprarla (magari il prosismo che incontri non se la prende con la mefistofelica macchinetta, ma col tuo iphone), ma tu non devi più andare in giro senza :)

 
;