sabato 25 giugno 2016

Appunto

Utilizzo qualche riga scritta su facebook poco tempo fa, che meglio rende l'idea della situazione attuale circa l'ultimo post riportato sul blog. Altrimenti dovrei raccontare tutto dall'inizio. O meglio: da appena dopo l'inizio. Ed è lungo, divertente, in totale evoluzione. Ne capita una al giorno quindi, col cuore gonfio di gioia, davvero non saprei da dove cominciare.



"Dopo che mio figlio è stato collocato nello spettro autistico cinque mesi fa dopo una valutazione di 45 minuti e che la sottoscritta l'ha reso noto (perché non c'è nulla di male, perché non abbiamo rubato niente a nessuno, né calunniato qualcuno), molte persone non ci hanno cercato più. Gente - a questo punto non persone - che prima periodicamente chiedevano come stavamo, se Ale cresceva bene complimentandosi fino allo spasimo circa il mio essere mamma. Non mi sono fermata a quella valutazione. Nessun genitore di buon senso lo avrebbe fatto. Recuperato il senno (e metabolizzare la botta non è stato semplice) ho reagito. Come ha fatto anche mio figlio, che adesso ha due anni e mezzo. Attualmente è seguito mensilmente da una dottoressa di cui non faccio il nome e che mi ha sconsigliato qualsiasi tipo di terapia comportamentale, cognitiva o logopedica per mio figlio. La quale, mesi fa, si ritrovò davanti solo un bimbo stressato, incazzato con la vita che per lui era reflusso gastrico e nient'altro. Lei ha usato le sue competenze, senza abusarne come forse qualcun'altra ha fatto. L'ultima volta mi ha detto: "Bisogna vedere se quel che le hanno detto a dicembre è vero, perché questo bimbo col contatto oculare non sta messo affatto male." Ora io vorrei farlo vedere a chi è sparito quando è con gli altri bimbi o quando ride con gli sconosciuti. Quando si lascia prendere in braccio o da baci a chi non aveva mai visto prima. Quando mi chiama mamma o mi stringe fino a farmi mancare l'aria. Stiamo lottando per dimostrare che quella valutazione è stata sbagliata, ogni giorno. Vorrei farvelo vedere, ma da lontano. Non sia mai che vi prendiate qualcosa che, nel nostro caso, alla faccia vostra, non esiste. Dimenticavo, tanto per fare un esempio: se vedete un povero cristo zoppo che magari non riesce ad attraversare la strada, offriteglielo un braccio. Sarà un gesto che non vi toglierà niente, ve lo assicuro. Saluti."

Potrei raccontare del senso di colpa che mi porto dietro per non essermi accorta a suo tempo della patologia di Alessandro, del fatto che conviveva con lo stomaco in bocca e che questa cosa infame lo ha portato a soffrire parecchio anche psicologicamente. Potrei raccontare che si sta mettendo gradualmente in pari e che guai se mentre fa una cosa cerchi di aiutarlo a meno chè non sia lui a chiedertelo. S'incavola e se ne esce con un "Io! Io!" E vabbuò, fai tu. Quindi sarebbe inutile. Perchè ora si è svegliato, mi sorriderà tra poco e io mi dimenticherò di tutto il resto.

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3 commenti:

eddi eugenio Ghizzo ha detto...

Che gioia..!! Che bellissima notizia..!! Alessandro è un bimbo fortunato, a differenza di quei poveretti di bimbi, inconsapevolmente contaminati dalle "virosi" dei loro genitori "sani".
Ciao Teresa, con ammirazione ed affetto,
ed una coccola a Figlio..
Eddi.

Rib ha detto...

Questo volevo leggere. Ogni tanto passavo, sperando in nuove buone, buone nuove e finalmente le ho trovate. Mi fa infinitamente piacere. Sorridevo mentre leggevo e sorrido ora, mentre ti lascio queste poche righe. Lo immagino, e so di non andarci neppure vicino, quanto questi mesi siano stati terribili, pesanti, brutti. Mi spiace che , di fronte alla tua sincerità, perchè mica è vergogna avere un problema o essere malati, alcuni si sia scansati. Gente da nulla. Miserabili. Tu vai avanti a testa alta, perchè puoi andarci. Brava. Brava. Sono felice. Un bacione a te e una carezza al piccolo, che intanto cresce.
Bene.
Gian

Teresa ha detto...

Grazie. A tutti e due.

 
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