martedì 21 luglio 2015

Un cesso bellissimo



Quello che avete appena visto in foto, tronfio di colori sgargianti e con l'espressione cupa poiché conscio della sua importanza, è il cesso di mio figlio. Quello in cui, oggi, ha mollato la sua prima plin plin. Mutandine abbassate, ruspa giocattolo in mano, io che continuavo a chiedere come un mantra: "Ale devi fare pipì?", tre paia di mutande nel cesto dei panni da lavare e lui l'ha mollata. Il cesso di cui sopra non è un vasino comune. Parte con le ovazioni ogni volta che la fa, incoraggiando il nano nelle sue performance artistiche. Nutrendo l'ego del bambino, i nervi della mamma si riposano un attimo e riprendono consapevolezza del fatto che la vita non è solo un "Devi fare pipì?" o "Devi fare cacca?". Si passa la palla al vasino, insomma. Il tutto tra spontanei baci e abbracci della genitrice orgogliosa di un goccio d'acqua. Da tre giorni ho spannolinato il papero e lui ha finanche detto - dopo mesi di mutismo generale, salvo farsi capire a gesti quando voleva qualcosa - che doveva farla (prima) avvisandomi che l'aveva fatta (due minuti dopo). È un tipo preciso. Si era in spiaggia, quindi tra borsa dei giochi e quella degli asciugamani, non era il caso di portarsi anche il vasino parlante - raccomandatomi e ordinato su internet la sera stessa -. Quindi come fare? Pannolino. Un solo incidente, che non sto qui a spiegarvi, ha reso mio figlio consapevole che non solo è possibile tenerla, ma pure che bisogna gridarlo ai quattro venti. E allora tra un succo di frutta, l'odore della crema solare, le zanzare che pizzicano me e non lui, la faccenda prosegue. Oh, sarà pure una pisciata, ma per me è stata quella più bella del mondo.

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