martedì 28 luglio 2015

Un cesso bellissimo - Secondo episodio

Alla fine ho deciso di scrivere step by step tutte le tappe dello spannolinamento del nano malefico qui sopra. Perchè ci piace farci del male; perchè siamo persone serafiche, convinte che tutto possa migliorare tra il dlin dlin di un campanellino e una cacata per terra. E poi perchè, quando mio figlio da adulto occuperà il cesso per ore lasciando me ed altri componenti della famiglia nella più completa disperazione, mi piacerà fustigarmi rileggendo queste pagine.
I progressi che inizialmente, tutto d'un botto, sembrava il pargolo avesse fatto, mollando plin plin a tutto spiano nel suo rinale (vasino, ndr.), si sono clamorosamente arrestati. Ora non solo non avverte quando sta per mollarla, ma la trattiene e aspetta che io scompaia dalla stanza per fare un lago o una cloaca in un angolo. A seconda di quello che deve svuotare.
Ho letto manuali e manuali su internet.
Scritti da tate famose o mamme con 10 figli all'attivo e tutte dicevano di non sgridare il bimbo in caso d'incidente: mai fatto. Mi sono sempre e solo limitata a dire:
"La prossima volta andrà meglio, dai. Avvisami bello di mamma, così ti siedi sul vasino e la fai, ok?" Dall'altra parte silenzio stoico.
Le suddette bibbie, ti raccomandano di non mollare. Di avere pazienza, di mettere in conto parecchie lavatrici e di non credere a quelle mamme che mentre giochicchiano con la collana di perle di fiume e la coscia accavallata, ti dicono che i loro figli hanno avuto un solo incidente durante lo spannolinamento. Novanta su cento le hanno viste pulire tutta casa scagazzata, ma loro non lo ammetteranno mai.
Ebbene io ho pazienza, non ho intenzione di mollare. Ma ho cominciato a chiedermi se sto sbagliando qualcosa. Magari lui è pronto e io no. Lui lo è sicuro, perchè tanto il pannolino se lo toglie da solo (ancora lo porta per la notte e proprio oggi gliel'ho tolto anche per la nanna del pomeriggio posizionando un'asciugamano strategica in caso di), riesce a trattenerla e se lo prende pure a schiaffi se lo stimolo è forte, come se volesse dirgli: "Aspetta, pisè. Non è il momento." Comanda lui, da sveglio. Quindi ha raggiunto quella famigerata maturazione fisiologica che mi porta a pensare che può farcela. Eppure ci sono momenti di sconforto, tipo questo, che quasi quasi mi fanno sospettare che a tre anni compiuti ancora me lo porterò in giro con i pantaloni bagnati. Un attimo fa - sì, perchè questo post è stato scritto in sette ore. Una cosa tipo: ho cominciato a scrivere, poi sono andata a fare la mamma, poi ho preso il vasino, poi ho giocato col nano, poi l'ho fatto sedere sul suo cesso dove non sta fermo neanche per un minuto di fila (che cazzo di speranze ho se non ci sta seduto sopra?!) , poi gli ho fatto la doccia, poi abbiamo pranzato, poi ho pulito pipì inenarrabili dal pavimento, poi lui si è addormentato e quindi ora concludo - ho pensato che magari mollo. Ma sì. Che se la sbrighino al nido a settembre. Me lo spannolineranno loro. Come quando porti al negozio di assistenza un prodotto col difetto e te lo ridanno nuovo di zecca. E siccome è ancora in garanzia, non devi pagare una lira.
E all'improvviso mi sono ricordata che ormai ci sono dentro, che i pannolini gli stanno a stento, che lui non li sopporta più e che nulla: vanno tolti.
Sì, ormai ci sono dentro.
Fino al collo.
Basta che qualcuno di buon cuore, mi dia poi una mano a pulire.

Questo è ciò che ho scritto ieri, 28 luglio. Prima di sera, allo stremo di forze e speranze, quando mio figlio ha deciso di fare pipì nel vasino. Era l'ultimo tentativo della giornata, da parte mia. Se lo toccava, se lo tirava, lo torturava.
"Ale devi fare pipì?" Lo siedo sul cesso e la molla. Standing ovation. 

Ora basta, bagno, pannolino e nanna. 
E' proprio vero: le cose accadono quando non ci credi più.
Quindi la trama s'infittisce, il mistero continua, oggi è un'altra giornata e io comunque se rinasco, faccio il fravecatore.

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