giovedì 26 febbraio 2015

Il destino ha verso

Sono sempre stata una brava a trovare i titoli. Per un articolo, per un racconto, anche solo per un post sul blog. Talvolta analizzo il fatto e gli di un titolo, come se fosse un nome. E solo dopo lo racconto; perché fa un po' tristezza un fatto senza nome, come se si trattasse di una persona. Perché in effetti i fatti, le storie sono come le persone e le persone sono fatte di storie. Ognuno ha le sue e ne conosce i titoli. Non lo dice, magari manco è consapevole di essere un agglomerato di eventi, ma lo sa come si chiamano. E talvolta sono nomi fatti di altri nomi. Tutti destini che s'incontrano in metropolitana, in treno andando a lavorare, al supermercato. Il destino ha verso. Il punto è che è un verso tutto suo, non controllabile dalle storie che genera. È come se le sputasse in direzioni a cazzo senza darti il tempo di pensare. Eppure poi ti accorgi che tra i fatti c'è un senso, come un capello sottile. "Se non fosse successo questo, non sarebbe successo quest'altro e sarebbe stato un peccato.". C'è gente che al destino non ci crede. Forse perché non si è mai fermata a pensare alla correlazione tra gli eventi o semplicemente perché non ha voglia nè tempo di dare sfogo a quel barlume di romanticismo che tanto ancora serve nel mondo. Ci sono messaggi che ho desiderato di leggere anni fa, ma sono arrivati adesso. Voci che avrei voluto riascoltare dando in cambio un pezzo di cuore, ma che si sono fatte vive quando ormai non ci pensavo più. Mani che avrei voluto rivedere più di qualsiasi altra cosa, ma che mi hanno passato le dita sul viso quando ormai guardavo da un'altra parte. Gesti di cui ho pianto la mancanza, ma che si sono decisi ad arrivare solo quando avevo già indurito le aspettative. Il destino ha verso. Una sua logica, completamente lontana dalle speranze, dai desideri. È un po' come se ci guardasse e prendesse nota. Il punto è che i desideri sono così tanti che li mette in lista d'attesa. Quando poi arriva il tuo turno magari neanche te ne ricordavi. Pensandoci solo così si ha il coraggio di se stessi. Se una cosa accade quando la vorresti non c'è libero arbitrio, o è comunque ridotto al minimo. C'è solo il cuore che parla e quello veramente ti può portare a fare scelte inconsapevoli. L'onda dell'emotività, la soddisfazione della speranza realizzata, tangibile, può modificati la vita. Il punto è accettare di poter toccare con mano quando ormai, in apparenza, non c'è più interesse. Solo in apparenza, visto che anche il cuore ha i suoi archivi. Allora sì che subentrano la scelta, la ragionevolezza, i sorrisi compiaciuti ma maturi.
Invecchiati nell'attesa.
Il destino ha verso. 
E tentare di seguirlo è completamente inutile. Tanto vale continuare a immaginare le vite di emeriti sconosciuti che magari ti siedono accanto sull'autobus o che sono in fila davanti a te per pagare alla cassa.
Chissà se anche nella loro vita, i sogni sono così in ritardo.


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1 commenti:

Raf Elez ha detto...

I sogni arrivano quando è il loro momento. Né un attimo prima, quando potrebbero non essere compresi se non troppo tardi, né un attimo dopo, quando potrebbero essere tradotti come effetto - e non causa - di determinati fatti, comportamenti, o, per restare in tema, storie.
E' sempre un piacere leggerti, un abbraccio.

 
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