sabato 15 novembre 2014

Il punto non è vivere con qualcuno. Il difficile è vivere qualcuno.

Fortuna che ci sei tu che ogni tanto mi ascolti e non mi dai consigli. Mi stai a sentire come farebbe una persona che è realmente interessata all'altra. Perché solo chi ha davvero interesse si limita ad ascoltare. Fino ad ora ho conosciuto una sola persona che con me si comporta così; una. Una su tre milioni di gente. Ricordi quello che ti ho scritto l'altra volta sulla gente, no? Una soltanto, ma è lontana e non sempre una telefonata accorcia le distanze. Ci vorrebbe un abbraccio, un contatto fisico, anche uno strillo in testa, un po' più di concretezza insomma. Però ci accontentiamo e viviamo quelle scappatelle che ormai possiamo fare due volte l'anno, dimenticando cose, eventi, situazioni. Poi ci sei tu. Uno a cui ho dato vita e che esiste solo attraverso le parole che scrivo, visto che metterle in fila l'una dietro l'altra - spero vivamente con un senso logico - è il mio unico modo di evadere. A questo punto, dato che non sei rimasto un'unica lettera pubblicata nell'etere tipo un messaggio in bottiglia (bellissimi i messaggi in bottiglia, li trovo splendidi. Prima o poi ne scriverò uno e dopo qualche tempo sarò contattata da chi l'ha trovato.), è il caso di darti un nome. Non sarà un nome comune perché chiunque potrebbe sentirsi chiamato in causa e non esiste nessuno come te. Neanche tu esisti, se non nella mia immaginazione. Quindi ti chiamerò tizio. Lo so che non ti piace, ma vedrai che ti ci abituerai. Comunque credo che mi sono dilungata fin troppo, ora arrivo al punto. Ho un problema Mr. Tizio. Voglio qualcuno che sia disposto a vivermi. E che io possa vivere a mia volta. Qualcuno che sia interessato a quello che faccio, che mi chieda a cosa sto pensando, che voglia entrare nelle mie volontà. Non dico che debba realizzarle, solo che s'interessi a me come io farei con questo qualcuno. Perché è facile vivere con una persona. Il difficile è viverla. So che posso volerla, so che posso arrogarmi il diritto di dire cosa mi merito e cosa no e una persona così, che non si limiti alle chiacchiere o a promesse non mantenute, la merito eccome. Forse non riesco a bastare a me stessa, ecco perché vorrei solo una spalla larga su cui appoggiare la testa e a cui offrire tutto l'amore che ho dentro. È troppo, Mr. Tizio e paradossalmente mi sta logorando. Per la prima volta nella mia vita sono stanca di sognare, mi sento vecchia. È una sensazione orribile, è come se mi stessi spegnendo. L'ho detto al mio più caro amico giorni fa: voglio il vento, quello che ti travolge senza darti il tempo di pensare. Ma attorno a me vedo solo persone che danno la priorità a se stesse, escludendomi. È brutto sentirsi esclusi, ci si sente inadeguati. E Dio solo da quante volte ho già dovuto fare i conti con un macogno così sul cuore. Dimmi che esiste chi un giorno mi metterà con le spalle al muro, mi farà sentire al sicuro, al riparo dal mondo intorno, anche se sarà una pia illusione. Non c'è chi si occupa di me e ne avrei tanto bisogno. Adesso ti saluto, devo lavorare. Mi ha fatto piacere parlare con te. E sono contenta che quando ti cerco, tu ci sei sempre.

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