venerdì 4 ottobre 2013

Fiocco azzurro

Ciao, sono Alessandro. Detto Piripillo, il figlio di Teresa.
Sono nato venerdì 27 settembre alle 12.46 esatte. 

Alla nascita pesavo 3.540 Kg ed ero lungo 51 cm.
Sono un bimbo robusto, mica un elefante! Le guanciotte paffute che la mamma ha visto una volta con un'eco in 4D sono rimaste.
Ho deciso di rompere le acque alle 3 del mattino. Avevo deciso di nascere.
Proprio quella sera, attorno all'1.00, mamma aveva fatto notare a
papà che sentiva la mia testina dirtta sotto l'ombellico. Infatti mi ero spostato.
Il tempo di organizzarmi un attimo e la mamma ha sentito un 'pum!' nella pancia.
Ha fatto un balzo dal letto e si è ritrovata allagata.
Ha chiamato papà e gli ha detto: "Oh! Ho rotto le acque!"
Queste femmine si prendono sempre il merito.
Fatta una doccia e messe le ultime cose in valigia, mio padre ha chiamato un taxi.
Il tassista era più agitato di loro. Appena ha visto mamma col pancione ha detto: "Uh marò!"
Poi è stato tutto un susseguirsi di "Ma devo correre?", 

"Ma posso correre?", 
"Ma vi sentite male, signò?",
"Ma mica vi danno fastidio gli ammortizzatori?", 

"Vi metto un po' di musica?"
Quando siamo arrivati all'ingresso della clinica ha anche chiesto se doveva aspettare finchè non aprivano la porta o se
poteva andar via. Quando è partito e ha gridato "Auguri!" mamma si è messa a piangere.
Intanto io stavo vedendo già come dovevo fare per uscire. Non era una cosa semplice.
Non sapevo bene come fare, anche se conoscevo la strada. Sono arrivato a spingere finanche col guanciotto, infatti quando sono nato era un po' arrossato. 

Arrivata in clinica mamma è stata portata in sala travaglio, dove è stata
visitata da un'ostetrica di nome Federica e assistita da un'infermiera simpaticissima (Giovanna).
Sono capitato in clinica nell'arco di 48 ore di fuoco. Tutta Napoli era andata a partorire.
Tanto che non c'era posto e si prospettava l'idea di tenere mamma segregata in sala travaglio.
"Io dovrei restare qui tutto il tempo o su una barella e anche dopo? Tutto il tempo posso capirlo, ma dopo no! Se volevo essere trattata come carne da macello andavo al Cardarelli, mica venivo qui!" ha detto mamma.
"Signora, ma non ci sono posti!"
"Non me ne frega un cazzo! Vedete come dovete fare e datemi un letto!"
Insomma, la conoscete mamma no? Sapete com'è fatta.
Le contrazioni erano già iniziate da un po'. Dapprima leggere, poi sempre più forti ma comunque poco ravvicinate tra loro. Il ginecologo di mamma, l'uomo che mi ha fatto nascere, è arrivato alle 6.00 del mattino - mamma lo aveva chiamato già alle 3.00, quando io ho fatto il fattaccio - l'ha visitata di nuovo e ha notato che dopo già tre ore non c'era dilatazione. Siamo stati tutto il tempo sotto monitoraggio, io e mamma.
Ed è stato il ginecologo ad accorgersi che qualcosa non andava. Io provavo a gridarlo da dentro, ma non mi sentiva nessuno. Avevo il cordone attorno al collo con tanto di nodo. Ogni volta che mamma aveva le contrazioni forti io soffrivo e anche il mio cuoricino. Il papà è stato con la mamma tutto il tempo. Le dava forza e le ha infuso coraggio. E' stato davvero bravo. Alle 8.00 del mattino il ginecologo ha deciso definitivamente  per il cesareo. Ha evitato in tutti i modi di farlo perchè sapeva che mamma voleva il parto naturale, ma quando le ha
parlato di 'sospetto cordone attorno al collo', anche mamma si è convinta. 

Siamo entrati in sala operatoria alle 11.45 (mamma tutte queste ora se l'è fatte di travaglio, ma la dilatazione è arrivata solo a un cm e mezzo) e alle 12.46 sono nato io.
L'anestesista - quello che le ha fatto l'epidurale - è stato vicino a mamma tutto il tempo. E quando mi ha visto ha subito detto: "Uà! Che capucchione 'stu criatur! Bello!" 

E' stato lui a dire ai miei nonni e al papà che aspettavano fuori della mia nascita: "E' nato Alessandro. Pesa 3.540 ed è lungo 51 cm. E' bellissimo e sta benissimo."
Allora papà ha chiesto di mamma e il dottore ha detto che anche lei stava bene. E papà ha pianto tanto quando mi ha visto.
Quando sono nato sono stato portato subito vicino alla faccia di mamma e lei mi baciava tutto e non ci ha fatto nemmeno caso che ero tutto sporco.
Poi mi hanno lavato e mi ci hanno portato di nuovo. Il giorno dopo mamma era già in piedi perchè aveva pensato che se si fosse lasciata andare, al nido io non l'avrei sentita vicina. E' scesa ad allattarmi ogni quattro ore e piano piano
abbiamo preso confidenza. Da lunedì siamo a casa tutti e tre e ci stiamo conoscendo. 

Mamma ha già assorbito tutti i miei ritmi. Il papà l'aiuta tanto con il cambio pannolino, coccole ecc.
Io ho solo una settimana, ma da un paio di giorni mi guardo attorno e osservo questo nuovo mondo pieno di colori.
Sono piccolo, ma so che devo ringraziare tanto il ginecologo di mamma. 

Se non fosse stato per la sua lungimiranza, forse, a quest'ora, io non c'ero.

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2 commenti:

Raf Elez ha detto...

Quando si dice "La cronaca dei fatti da chi l'ha vissuta con i propri occhi"... :D

Auguri di tanta felicità a tutti e tre!

beppestarnazza ha detto...

Tanti auguri!!!

 
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