martedì 15 maggio 2012

Il cartello del non vedente

Un giorno un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: "Sono cieco, aiutatemi per favore".
Un pubblicitario che passeggiava vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete.
Poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un'altra frase.
Quello stesso pomeriggio il pubblicitario torno dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo: chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.
Il pubblicitario rispose: «Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa.» Sorrise e andò via.
Il non vedente non seppe mai che sul suo cartello c'era scritto: 
"E' primavera. Ed io non la posso vedere."
Il racconto non è mio.
Mi è capitato di leggerlo tra le tante cazzate, quando m'intalleo su Internet.
Ho solo pensato che fosse il caso di condividerlo perché chiunque, con un po' di arditezza, coraggio e fede nel cambiamento, merita di vedere la Primavera.


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7 commenti:

eddi eugenio Ghizzo ha detto...

il pezzo scelto...è un bel colpo "d'occhio"...

Anonimo ha detto...

Terè,.... per eugenio è stato un bel colpo d'occhio !.
... per me, invece, un bel colpo in testa !, ... perchè la storiella è carina, però chi viaggia tantissimo fra i blog come faccio io, l'ha già letta almeno 100 volte!
... per come era la Cardarella,.. mi sembra un riempiticcio.
... ho la sensazione che stai facendo seguire a questa gloriosa nave la rotta di Schettino.. per farle fare l' "inchino" a Twitter !

Vabbè, ... io intanto salgo sulla scialuppa di salvataggio !
.... (ho scelto quella che porta questo nome: "www.iostavoallacardarella.com")

Teo Wolfe

Raf ha detto...

Il vero problema è che la Primavera, spesso e volentieri, è illusoria: non basta affidarsi al fatto che prima o poi arrivi per far sì che vada tutto a posto; è necessario rimboccarsi le maniche e riempire la testa quantomeno di buon senso perché il suo effetto benefico sia duraturo. Tutto ciò detto da un allergico.

Chocolady ha detto...

Io mi sarei congedata con un sonoro vaffanculo. Il tecnico di sta m*****a... ma non si vergogna delle sue piccole e povere pensate? Tanto scalpore per aumentare le accise sul carburante ed eliminare gli aiuti di stato ai terremotati. Marittie'... scannati va!

Giovanni ha detto...

Ad incaponirsi si è buoni tutti. Difficile è il contrario: fare il gioco di chi subisca il mondo anzichè contrariarlo, accettare per buona l'offesa, tenere le mani ai fianchi quando si desidera sferrare il colpo. Incaponirsi costa poco, il battito d'un ciglio, la fulminea lusinga d'un desiderio animale: che tutto vada come si desidera. Ma si sa: "il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose", enormità complessa, destituita della possibilità di seguire il corso che si desidera abbia.

Nonostante le parole, continuo ad incaponirmi, certo che un senso (almeno uno tra i tanti possibili) al tutto derivi proprio dalla corsa a piegare il mondo ai desideri, e che la resa - senza tener conto dei risultati - è la resa di tutto.

Scusa dei pensieri, Teresa. Forse detti a voce sarebbero meno gravosi di quel che sembrano trovati scritti sul foglio di carta. Spero che tra poco tu me ne dica a voce, io te dica, di riflesso.

Pure, come a chiosa non scritta del racconto, con te vorrei incaponirmi. E sentire -anche solo per un attimo- che profumo ha la primavera.

lepetitepeste ha detto...

Giovanni: come mi hai trovata?

Giovanni ha detto...

Ti ho trovata per il tramite di un viaggio astrale nei millenni. Non è bellissimo cedere alla lusinga di un pensiero simile? Fuori dell'immagine, perché la mia fantasia non risulti ai tuoi occhi fervida a dismisura,credo d'averti trovata al culmine di un lungo viaggio, fitto di ricerche, pieno di vento e di lunghe attese. Lunghe attese e sofferte pur di non darla vinta al primo appiglio, al più facile di tutti. Sofferte pur di proseguire la ricerca insoddisfatta. Lunghe attese per arrivare qui, a casa, al luogo bellissimo che sa di te più di ogni altro.

 
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