venerdì 3 febbraio 2012

Il disinformatico. Un'altra magagna di Giggino.

Ieri, secondo giorno di febbraio.

«Terè!»
Quando mio padre esordisce una telefonata così, senza dire una cosa tipo: "Uè figliabbella!" oppure "Bbell'appapà!", ho fatto qualcosa. E sinceramente, mai come ieri mattina, ero convinta che fosse arrivata una multa, che mi avessero acchiappata gli autovelox sull'Appia, che fosse giunto tra le sue mani non so come un avviso di garanzia, una condanna in contumacia o che mi fossi scordata di pagare qualcuno.
«Paaaapiii...!», ho risposto. Il finto entusiasmo va esplicato strascicando rigorosamente l'ultima vocale.
«Aiutami, sto nella merda!»
Paradossalmente mi so' calmata. Sì perchè se nella merda ci stava lui, non ci stavo io. Cioè se aveva detto così era sicuro che non mi aspettava una mazziata...
Eh ma che volete da me, quell'è un'equazione. E chi si salva è il mio deretano. Certo, non cosa da poco...
«Ma che è successo?»
«Agg' fatt'un bordello!»
«Ma ti hanno acchiappato due femmine con un'altra e hai abbuscato?»
«No, peggio.»
«Ti hanno fatto firmare un foglio in bianco e poi sopra ci hanno scritto che sei un berlusconiano e lo sarai fino alla morte?»
«No, no!
»
«Ti hanno detto che ti devi far tagliare le palle, papà?»
«No...» ha risposto lui abnegando qualsiasi motivo grave e realistico di depressione, con voce depressa.
A quel punto, il principio d'infarto che mi stava cogliendo, s'è sciolto nell'acido. Qualsiasi cosa fosse successa, escludendo quelle succitate, era reparabile.
«Che è successo, allora?»
«No, ma chill' è venuto uno che lavora qua - Per chi non lo sapesse, mio padre fa le pulizie al centro direzionale di Napoli. - e mi ha chiesto di pulirgli la tastiera del computer quando avevo due minuti. Ma chella tastiera facev' veramente schifo. Cioè i tasti non si vedevano tanta era la zuzzimma che ci stava sopra. Mò siccome era una tastiera vecchia, che era prima stata usata da un altro, poi da un altro, poi non so da chi e poi da lui, io so che questi non hanno il tempo nemmeno di andare a pisciare e quindi ho pensato che chiossap' quante briciole e fetenzia ci stavano, in mezzo ai tasti...»
«E quindi?!», ho domandato terrorizzata ben sapendo cosa accade a una tastiera datata.
«L'ho arrevacata!»
«Embè?»
«Da dentro ci sono usciti Pasqua e Natale del '92. Pure nu piezz' e capretto, la verità. Ma il problema è che si sono staccati tutti quei sfaccimma di tasti! Solo pochi so' rimasti azzeccati! - Intanto io cominciavo a mettermi le mani in fronte e chiudere gli occhi - E mò non so come acconciarla. Non la posso nemmeno ammacchiare perchè me la vedrebbero e chist' tra un'ora sta un'altra volta qua a va trovando la tastiera pulita. Io non solo non gliel'ho pulita, ma ce l'agg' pur' scassat'!»
«Stai calmo.» ho detto mentre mi avviavo per raggiungerlo. Tanto la mia mattinata e tutti i progetti che avevo, ormai, erano andati a puttane.
«Si, ma quello poi io pensavo che tu li conosci a memoria le tastiere, quindi potevi venire qua e l'aggiustavi tu.»
«Papà io le tastiere non le conosco a memoria. Ancor di più se consideri che spesso ognuna è diversa dall'altra. Io sto venendo. Ma tieni conto che sto a piedi. La moto l'ho lasciata a Formia - errore del quale mi pentirò per il resto dei miei giorni - e la macchina non la schiommo nemmeno se mi danno una cosa di soldi. Quindi devi aspettà. Tu intanto cerca di trovare una tastiera come quella, così quando arrivo la rimettiamo a posto prima.»
«Ok, ma fa ambress!»
Partendo dal presupposto che gli autobus a Napoli non passano mai, che in quel momento non ero nè moto nè auto munita, ho realizzato in un attimo di lucidità che non mi trovavo eccessivamente lontana dal Centro Direzionale e che, senza intalliarmi, avrei potuto raggiungerlo a piedi. E così ho fatto. Tempo un quarto d'ora scarso e stavo lì, con lui. A fare il funerale con gli occhi alla tastiera scassata. C'erano anche le briciole di pane, sulla scrivania, a dare l'ultimo saluto alla compagna di una vita. Erano delle signore, quelle briciole. Non un lamento, non un pianto fastidioso. Rispettavano il dolore di tutti. Tutti erano in cordoglio. Tranne Giggino che bestemmiava come un animale: «Mannagg' a maronn a me e a chi m'ha fatt' fa!»
«Ma l'hai procurata un'altra tastiera  per fare il confronto?», ho chiesto come se avessimo dovuto fare l'analisi del DNA sperando di trovarne uno diverso e quindi sgamare l'assassino.
«No, macchè! Acconciala appapà, jà!». Quando me l'ha detto per l'ennesima volta stava per piangere.
Non mi sono abbandonata ad un sconfortante maronn' e mò come faccio? perchè altrimenti mio padre si sarebbe dato sicuro capa e muro. Ma mi sono ricordata che a casa, nascosta da qualche parte, dovevo avere una tastiera identica. Avete presente quelle tastiere vecchie, bianche, coi tasti che quando li pigi nulla hano di futuristico? Sì, anche dal rumore che fanno i tasti pigiati ti accorgi se la tastiera è vecchia o no. Almeno nella mia testa. L'ho detto a Giggino, di averne una uguale. Il suo volto si è illuminato, come se avesse visto un'entità celeste, avesse vinto una cosa di soldi o avesse scansato una saittella per non inciampare. A volte a Napli le saittelle sono il demonio. Ora tutto a posto, direte voi...E invece le parole più preoccupanti che ho scritto fino ad ora sono state nascosta da qualche parte. Perchè io l'avevo. Sapevo di averla. Ma non sapevo dove minchia fosse. E questo remava non poco a mio sfavore visto che avevo i minuti contati. 
Ho evitato di dirlo a Giggino. Ormai nei cazzi storti mi ci ero messa da sola. E da sola dovevo uscirne.
«Vall'a prendere, vien' cu mme!», non ha fatto neanche in tempo a finire la frase, mio padre, che già stavamo giù a corrompere la guardia giurata con caffè e cornetto affinchè mi prestasse un attimo la moto per correre a casa. Arrivo, saluto i quadrupedi festosi e comincio a cercare. Mi ha detto veramente culo perchè l'ho trovata praticamente dopo cinque minuti. Candida, anche se non illibata, non ha opposto resistenza quando l'ho infilata dentro una busta di plastica e trattenuta come ostaggio per la mia salvezza. Raggiungo nuovamente mio padre, consegno la moto al legittimo proprietario che stava già preparando corda e scannetiello per impiccarsi, presumendo un incidente e la sua motocicletta in frantumi. Del mio cranio si preoccupano in pochi.
Risalgo da mio padre che intanto stava purificando l'ambiente dalla seccia con l'incenso e la scatolina di latta. Gli mancavano solo gli occhiali tondi neri, il bastone e lo scartiello, la verità. Metto la tastiera integra sulla scrivania, ammacchio quella scassata nella busta,  e nell'istante in cui mio padre prende la tastiera che gli ho portato decidendo di darle una lavata di faccia, entra in quella stanza la grandissima lota che aveva chiesto a Giggino di pulire quello scempio sul quale poggiava i polpastrelli. E trova patemo co' 'sta tastiera in mano e il panno, dall'altra parte. Manco saluta, s'avvia convinto verso l'aggeggio ed esclama: «Maronn' Pinto! - guardando mio padre - Lo sapevo che solo voi potevate tanto! E' tornata nuova! Non so come ringraziarvi! Vi posso offrire un caffè?»
Mio padre, che a quel punto altro non poteva fare se non lo splendido, s'è abboffato a tipo gallo cedrone. Contento e pieno di sè. Anche se non aveva fatto un cazzo. «Grazie, grazie.», ha detto sorridendo a 344 denti.
Intanto io cercavo di nascondere la busta che conteneva il cadavere della tasteira precedente.
«Abbè, papà. Io mò me ne vado.»
«Uh Pinto - fa il madonna - Ma questa è vostra figlia?»
Mio padre annuisce.
«Permette?» e mi porge la mano come per stringere la mia. 
Scendiamo, prendiamo il caffè - come se l'adrenalina che avessi ancora in corpo non bastasse - e cerco di dileguarmi in fretta dalla morsa di domande che quel 40enne cercava di cingermi tra mani e piedi. 
Mio padre capisce e all'orecchio mi fa: «Chist' è separato. Ma sta pieno di soldi e figli non ne tiene.», raggelandomi in un imbarazzo che manco vi sto a raccontare. 
Mentre il tizio continuava a squadrarmi, ho glissato qualsiasi spunto di conversazione dicendo: «Senti papà io adesso me ne vado che c'ho da fare. Ti chiamo in questi giorni.»
Saluto l'ignaro possessore della mia vecchia tastiera, abbraccio mio padre e mi avvio verso l'uscita con le mani in tasca.  
Più o meno un'oretta dopo Giggino mi chiama: «Ti ho fatto fare una ricarica al cellulare di 10,00 Euro dal terminale, appapà, l'hai ricevuta?» In effetti mi era arrivato un sms, ma non lo avevo ancora letto. «Sì, papà. Grazie.» 
«Eh, mi pare il minimo. Te lo fatta fare da chillu strunz' che s'è pigliato la tastiera tua.», ha detto con voce soddisfatta come se lo avesse pigliato per il culo una seconda volta.
«Maronn' papà. Ma non potevi andare da qualcun'altro o in tabaccheria?»
«Uhggesù e perchè? Poi che sfizio c'era?»
«C'era lo sfizio che quello mò non aveva il numero mio!»

No, ma io se rinasco faccio il fravecatore...












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15 commenti:

Chocolady ha detto...

Tere', ho finito mo mo di rotolarmi per terra con la panza in mano. Due cose:
Io tuo padre lo amo e lo voglio conoscere, primm'a tte però.
Ma non avete mai pensato di farne un film comico con le giornate di Giggino?
(Temo che tuo padre, oltre che levarsi lo sfizio, voleva proprio che il suo "amico" avesse il tuo numero: separato, senza figli, chin'e denari... fai tu!) :-*

jeneregretterien ha detto...

Temo che Choco abbia ragione, l'ho pensato proprio mentre leggevo. Non mi pare il tipo che ammolla il numero della figlia a chicchesia.
Per la tasiera poi mi ci sono trovata in analoga situazione, guarda qua:
http://jeneregretterien-bis.blogspot.com/2010/01/ho-visto-cose-che-voi-umani.html#comment-form

Anonimo ha detto...

La penso esattamente come "Choco" ed "Ionongrattoniente" !
Rido,.... però sono tanto preoccupato per quel poverino che ora sicuramente chiamerà Terè ! ... perchè lui non si rende conto dei pericoli che corre !
.... bisognerebbe fare una legge che obbliga Terè a girare con le seguenti etichette: "Maneggiare con cura", "Attenzione: morde !", "Tutto quello che le dirai sarà usato contro di te", "Non sperare di essere su Scherzi A Parte, perchè purtoppo per te questa ragazza è cruda realtà" ecc. ecc.

Teo Wolfe (Presidente del Cardarella Fans Club,... nonostante Terè !)

lepetitepeste ha detto...

Patemo è sempre patemo. E io sono la degna figlia di patemo.

Teo Wolfe se sei il presidente del Cardarella Fans Club, comincia a stampare dei manifesti e falli azzeccare lungo le varie mura dell'ameno luogo nel quale ti ritrovi a vivere. Coi soldi tuoi. E specifica, mi raccomando, che c'è anche la pagina su Facebook.

Anonimo ha detto...

L'ho fatto.
Sono stati stampati in quadricomia.
Poi sono andato ad attaccarli io personalmente !
....... sotto una nevicata della madonna, con la colla che si gelava nel barattolo ed il pennello che restava attaccato al muro !
Non chiedo soldi in cambio,perchè pagherà il Tesoriere del Club,.... ma spero che .. te se possa azzecca p'semp rint'a ppassera tutt'o fridd c'hagg pruvat'io ! ( ' .. mi è avanzato un apostrofo e lo restituisco al Tesoriere .... un certo Luigi Lusi )

Teo Wolf
(... alla seconda settimana di studio della Lingua Napoletana)

lepetitepeste ha detto...

Ci vogliono le prove. Fotografa tutto e posta.
Mò ti ho messo davvero nei cazzi storti.
E dincell' a Luigi Lusi che è un buon maestro. Ma che io già lo so che tu sei intelligente, ma non ti applichi. :P

Ferrettino - Come Tradizione Vuole ha detto...

Ma poi ... ha chiamato?
:)

Anonimo ha detto...

Non ci credooooo !
..... ma,... veramente pensi che se vedrai le foto della mia eroica impresa, ti sentirai tranquilla sul fatto che le visite in questo blog aumenteranno ?
... se, invece, non le vedrai,..potrebbe essere che non ho fatto nulla ??

Sei....... antica !

Quello che conta è il risultato !.... dal mio punto di vista, la prova certa di una attività si può avere soltanto dal risultato !
... sennò, per esempio, basterebbe postare le foto degli inceneritori per far credere che il problema della monnezza sia definitivamente risolto.

Insomma,... comincia a controllare le statistiche degli ingressi qui dentro (e pubblicale),.... solo così avrai la certezza che io i manifesti li ho attaccati veramente.

( Mmmmmm... con la mentalità antica che si ritrova,... se lo sapranno in giro, anche alla Cardarella appiopperanno un "governo tecnico" !)


Teo Wolfe

P.S.: ... per il post sopra : ....comunque.. hai sempre Giggino che ti vuole bene.
Inoltre,........ a noi fans, ... dove ci metti ?
(.... perchè ho fatto questa domanda... se poi ho paura della risposta ???? )

lepetitepeste ha detto...

Ferrettino: sì, ha chiamato. Coi pali in fronte.

Two Wolfe: voglio le fotografie dei manifesti. Mò. Subito. Adesso. Qui.

Anonimo ha detto...

Purtroppo questo azzzz di blogspot non fornisce alcuno strumento visibile per postare foto nel commento.
.... quindi antico anche esso come la proprietaria (..che lo paga pure !..)
Invece di startene sotto la doccia,... provvedi a trasferire il blog in una community più avanzata ed adeguata ai tuoi lettori... che non hanno tempo da perdere !
Alla fine avevo deciso di mandartela per mail,... ma qui dentro non funziona neppure "contact" !

Teo Wolfe .... che sta perdendo la pazienza.

Raf ha detto...

Ed ecco in anteprima la trama di Misciòn:Impossibòl! A quando sullo schermo del cinematografò? ^__^

Comunque, da masculo, era palese che il giannizzero inguacchia tastiere (il tizio che ci ha fatto di tutto sopra, non quel mito vivente di Giggino) avrebbe chiamato. A suo rischio e pericolo. Almeno spero abbia proferito qualche perla, giusto per.

Anonimo ha detto...

Vabbè,...
Se vai qui trovi la prova !

http://ilbloggererrante.wordpress.com/

Teo Wolfe

lepetitepeste ha detto...

No, vabbè lo dico io. Non c'ho parole, Teo. Davvero. Non credo sia un fotomontaggio. Se lo è, è fatto meravigliosamente. :D Grazie, un abbraccio forte, forte.

Ps: adesso mi sento un po' una latrina, però. Visto che ne ho dubitato. Ma tu mi perdoni, vero? :*

Anonimo ha detto...

Non devi sentirti una latrina !
... perchè sei di Napoli... e certe cose le comprendi benisssimo.
Io, per esempio, anche se non sono di Napoli, non mi sento una latrina,..... perchè questo pupazzo l'ho creato molto sinceramente, cioè così.....

http://www.youtube.com/watch?v=dYFeZzmknQg

Teo Wolfe Pazzaglia

lepetitepeste ha detto...

Si, ma adesso anche i nuovi post si commentano eh! M'ero inzamata io, i commenti, le impostazioni e compagnia bella. Sono stata aiutata da un v: je t'adoralido elemento (Raf) e adesso il blog è tornato normale.

Theo Wolfe: comunque quel pupazzo di neve è bellissimo. :D

 
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