sabato 24 dicembre 2011

Mi salvò la cazzimma

Fino a ieri notte non avevo internet in casa. E neanche il telefono. Non credevo che m'avrebbe preso così, ma ero letteralmente disperata. Anche perché pensavo che avrei dovuto sorbirmi una tre giorni con mia madre in casa e, vi assicuro, non è così semplice. Quantomeno internet non mi avrebbe istigata al suicidio, sarebbe stato una distrazione nei momenti di apoteosi biliare. Era zompato tutto. Non potevo nè chiamare, nè ricevere telefonate. Il computer, era ridotto a un soprammobile.  
Anche per sfogarmi un attimo, ieri ho chiamato mio padre. Gli ho spiegato la situazione e lui, subito: «Ma mò se stai con Telecom io con qualcuno potevo provare a parlare - Giggino lavora al centro direzionale nel palazzo di quei piecuri e ha avuto il pocone di farsi voler bene dall'ultimo spazzino, al primo dirigente. Lo chiamano tutti per cognome e si telefonano anche alle feste comandate. La cazzimma, che grande cosa... - per vedere di fargli muovere un po' più presto il culo, che quelli tengono già la capa nel capitone, ma cu Fastweb io cu chi parlo appapà? Jamm' jà, vedi che si aggiusta tutto..» 
Ho telefonato a Fastweb circa 10 volte in meno di 24h e tutto ciò che gli operatori sapevano dirmi era che occorrevano 72 ore per sistemare tutto. Prendevano tempo, insomma. Tutti. Tranne l'ultimo. Quello che ieri sera, quando ho chiamato giurando che avrei pianto se fosse stato necessario, mi ha detto che si trattava di un problema tecnico dovuto a qualche cavo che s'era scassato. E che doveva essere riparato o sostituito nella centralina. E che, quindi, doveva essere Telecom ad intervenire. Il cervello recepisce il messaggio. I neuroni iniziano a ballare la samba. La lampadina si accende. Richiamo mio padre e gli dico quel che poco prima mi è stato detto. 
Risposta: «Mò m'o bbec' ije!» 
Questo ieri sera. Stamattina, ore 7.00 circa. Nel meglio del sonno. Il telefono di casa squilla e io non riesco immediatamente a capire che avrei dovuto già cominciare a fare l'hula hula in ringraziamento perchè se il telefono squillava, 90 su 100 anche la connessione era tornata. Rincoglionita, rispondo: «Pronto?» 
Dall'altra parte una voce di uomo: «Sì signò sono il tecnico della Telecòm (l'accento non è un errore di battitura, ma una fedele riproduzione della cronaca)!» 
 «A me non serve Telecom. Ho Fastweb. Grazie, buongiorno.» E metto giù.  
Tre secondi dopo il telefono risquilla. La stessa voce dall'altra parte: «Nun attaccat' Signò, song' o tecnico d'a Telecòm! Sentite un attimo...» 
«Ma vi ho già detto che non mi serve Telecom. Ho Fastweb. E adesso fatemi dormire un altro poco, per piacere...» E metto giù.  
Cinque minuti dopo un'altra telefonata. Sempre sul telefono di casa. «Pronto?» 
Dall'atra parte: «Terè!» Era mio padre tutto incazzato. «Ma che sang' e chit'è muort' 'e passat! Ci sta un amico mio che ti sta chiamando a casa per vedere se ti sente bene che ti hanno aggiustato il telefono e tu o' ttacc' a chiammata 'nfacc?!» 
Guardo la cornetta che avevo in mano. Realizzo. Mi faccio piccola, piccola. Muoio di scuorno. «No, è che stavo dormendo..»
 «Vedi che mò ti richiama. Verimm' e nun fa figur' e merd'!» 
Il tecnico, effettivamente, mi ha richiamata. Mi ha chiesto di accendere il router wiifii, controllare le lucine, verificare che la connessione procedesse bene e compagnia bella. In sostanza, guasto riparato. Mò non è che mio padre sia il pataterno. Stamattina ha solo fatto una telefonata, questo madonna è andato alla centralina col mio numero di telefono di casa tra le mani, ho sostituito il cavo e poi hanno eliminato la prenotazione della riparazione dal database, credo.

Morale uno: fatevi gli amici in tempo di pace, che vi possono servire in tempo di guerra.

Morale due: sono salva. E questo dovrebbe interessarvi più di ogni altra cosa.

Morale tre: il pensiero di avere internet e mia madre in casa allo stesso tempo quasi mi mette di buon umore, la verità.

Morale quattro: la cazzimma di Giggino mi salva sempre il culo.

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10 commenti:

Raf ha detto...

Vedi che alla fine è avvenuto il tuo "Miracolo di Natale"? :p

Il mio è disperso per strada, con una ruota bucata e senza catene da neve -.-"

Se può consolarti, comunque, per due recenti natali di fila sono stato nella tua stessa condizione di isolamento dal resto del mondo. In un caso addirittura un'altra compagnia -raffigurata non a caso da un porco- decise di scippare il numero di casa, senza chiedere il permesso. Bei momenti.

Buon internet. Anche a Natale :-*

Anonimo ha detto...

A quel punto, se io fossi stato il tecnico, avrei completamente reciso il cavo !

Vabbè,... però non sono il tecnico.. ed oltretutto ho un interesse personale a che tu abbia la connessione internet.

Poi,.. a pensarci meglio, se la telefonata è stata fatta alle 7.00 di mattina,..... bè, ... allora.... io avrei reciso il tecnico !

Anche se non ci credo, fra un'ora è Natale.
.. però tu puoi credere ai miei laici e sinceri auguri.

Teo Wolfe

Choco ha detto...

Tere', è ufficile, vengo a Napoli a fare un pellegrinaggio da tuo padre. Che gli porto? hihihihi :-*

Anonimo ha detto...

@Choco: ... al ritorno, portami una reliquia ! Poi... avvertici subito se Giggino "lacrima" !
Teo Wolfe
Il Blogger Devoto

lepetitepeste ha detto...

Avete fatto buon Natale, neh?

Anonimo ha detto...

Molto bene, grazie !
.... e voi lì a Torino ?

Teo Wolfe

lepetitepeste ha detto...

Con oggi, no.

Anonimo ha detto...

Ripreso lavoro ? ...... oppure... ?

Vabbè,.. con te è statisticamente probabilissimo che anche oggi, non volendo, qualcuno ti abbia fatto incazzare !
La cosa bella è che lo sapremo con il tuo prossimo post !

Teo Wolfe

lepetitepeste ha detto...

No, Teo. Non lo saprete col prossimo post. Non in questa circostanza. Non saprei da dove cominciare a scrivere, per raccontare. Se dalle cose belle, dai ricordi, o da quello che è successo appena due giorni fa. Mio zio è morto. Era il fratello di mia madre. Cinquantasei anni. Un infarto, alle 11.30 di mattina. Era il migliore che avevo. L'unico al quale tenevo davvero. Il peggio è mia nonna. Che è viva, vecchia, curva e lucida. E ora vuole lasciarsi morire. Si chiamava Lorenzo. E ogni anno, nella notte del 10 agosto, io pensavo a lui. Anche se l'avevo chiamato poco prima per fargli gli auguri. E ora, ogni anno, il 10 agosto, verserò una lacrima. Perchè alzerò la cornetta del telefono, ma non ci sarà nessuno a rispondermi dall'altra parte.

Anonimo ha detto...

Oddio ! .... hai dato "raltà" ad una delle due immagini-incubo della mia vita ! .... una, infatti, è quella del silenzio definitivo del telefono di persone alle quali sono particolarmete legato !
Ancora non l'ho provata,... ma tu me ne hai avvicinato la realtà !
L'altra..... è veramente strana,... di quelle che possono avere radici soltanto in un'altra vita.
....... se ti interessa sapere quale è,..... basta che me lo chiedi !
Notte nottina

Teo Wolfe

 
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